Un mese con Montalbano

Se non avete mai letto Andrea Camilleri (n. 1925, Porto Empedocle), state rinunciando ad un’esperienza letterario-linguistica incredibile. Per Camilleri il linguaggio è protagonista del racconto. In ogni suo romanzo utilizza numerose varietà d’Italiano, Siciliano autentico e ibridizzato, dialetti di altre regioni Italiane, anglicismi, slang, neologismi e molto, molto di più.

Nella mia tesi, esamino l’Italiano regionale della Sicilia usato nella collezione di racconti di Camilleri intitolata Un mese con Montalbano (A Month with Montalbano) pubblicata da Mondadori  nel 1998. Focalizzo sull’Italiano regionale in quanto rappresenti la lingua com’è veramente parlata in Italia (per quanto possa sembrare strano, l’Italiano standard insegnato nelle scuole Italiane e all’estero si tratta di un linguaggio letterario che non è tipicamente parlato in Italia).

Per chi non fosse a conoscenza dell’Italiano regionale, si tratta essenzialmente di una miscela di Italiano standard (imposto nel 1868 dopo l’unificazione d’Italia), e del dialetto locale della regione in questione. Poiché ci sono venti regioni in Italia (ciascuna con il proprio dialetto), ci sono venti varietà di Italiano regionale (nonostante i linguisti affermino che ce ne siano solo diciotto per via delle similarità tra alcuni dei dialetti meridionali).

Il seguente elenco include alcuni esempi intriganti, o se non altro divertenti, di regionalismi Siciliani tratti da Un mese con Montalbano:

avere il carbone bagnato (Sic. aviri carbuni vagnatu; Ital. avere la coda di paglia): Questo modo di dire sta a significare “avere la coscienza sporca (to have a guilty conscience),” curiosamente tramutato in “avere il carbone bagnato (to have wet coal)” al posto di “avere la coda di paglia (to have a tail of straw).”

culo e cammìsa (Sic. culu e camisa; Ital. molto amici): Letteralmente “culo e camicia (ass and shirt),” la traduzione Inglese più accurata sarebbe “thick as thieves” che aggiunge una connotazione criminale al rapporto, a differenza dell’equivalente più comune in Italiano standard “molto amici (very [close] friends).”

fare sangue (Sic. fari sannu; Ital. reputare simpatico): Il significato inteso di questa frase è “reputare simpatico “(to find [someone] likeable),” ma letteralmente in Inglese sta a significare “to make blood.”

‘ngiuriato (Sic. ngiuriatu; Ital. sopranomminato): Nonostante questo participio passato stia a significare “soprannominato (nicknamed),” letteralmente si traduce in “insultato (insulted).” Come Sciascia spiegò nel suo romanzo classico Il Giorno della Civetta (The Day of the Owl), il termine sta ad indicare la natura generalmente offensiva dei soprannomi Siciliani.

picciotto (Sic. picciottu; Ital. giovanotto): Termine generalmente riferito ad un “uomo giovane (young man),” in Sicilia porta il significato aggiuntivo di “membro della mafia (member of the Mafia),” “eroe (hero [in un film Western])” o “avventuriero (adventurer).”

pigliato dai turchi (Sic. pigliatu di turchi; Ital. colto alla sprovvista): Questa espressione sta a significare “colto alla sprovvista (caught off guard),” ma “pigliato dai turchi (taken by the Turks)” si riferisce alle incursioni Turche del 1600 in cui Siciliani furono catturati e obbligati alla schiavitù.

spiare (Sic. spiari; Ital. chiedere): Il verbo “spiare (to spy)” in Siciliano acquista il significato di “chiedere (to ask).” La connotazione culturale di questo scambio di significati è affascinante, in quanto suggerisce che l’atto di chiedere qualcosa comporti lo spiare nei pensieri altrui.

Nota: Se il Siciliano di Camilleri vi affascina, suggerisco vivamente di visitare il Dizionario sul sito web Camilleri Fans Club (non lasciatevi ingannare dall’uso maccheronico della parola “fans” — questo sito è avvincente). Il dizionario fornisce un elenco pressoché completo del vocabolario Siciliano utilizzato nella letteratura di Camilleri. Bisogna però sapere che nonostante Cammileri faccia uso di termini Siciliani autentici, tende anche ad italianizzare gran parte del contenuto, così da renderlo più affabile ai lettori non Siciliani. Il risultato finale è che i vocaboli usati assomigliano a regionalismi Siciliani. Ciò spiega perché molti studiosi sono d’accordo nel definire il linguaggio di Camilleri un rendimento artistico dell’Italiano regionale della Sicilia.

In Traduzione: Benché Stephen Sartarelli abbia tradotto dodici dei gialli del commissario Montalbano in Inglese, non c’è attualmente una traduzione Inglese di Un mese con Montalbano. Nel 1999, la traduzione spagnola di Elena de Grau Aznar del libro è stata pubblicata da Salamandra sotto il titolo Un mes con Montalbano.

Su Film: Due dei racconti di Un mese con Montalbano, “Par condicio” e “Tocco d’artista,” hanno dato spunto a film televisivi prodotti dalla RAI. Questi film, assieme ad almeno altri venti sul commissario Montalbano, sono disponibili con sottotitoli in Inglese.


Commenti

Un mese con Montalbano — 3 commenti

  1. I have studied Italian for many years, but when there is an especially useful Sicilian term, I think that a footnote explaining it would be very useful. Or, a dictionary of terms in Sicilian used in a particular novel should be found in the back of the book. Dialectical use is difficult for many native speakers and for those of us who learned standard Italian, we are lost.
    Camilleri is a splendid writer. I think all Italian editions of his works should help those not native speakers of the dialect.
    Despite the long list found in Camilleri Fan Club, there are still those terms not found there. But, it is of great help.
    Ned Turner

    • Hi Ned,
      That would be great, wouldn’t it? But I think that a lot of authors and their publishers don’t want to take the time to create the glossary. And I’ve heard many say that footnotes distract from the story. Like you, I wish the Fan Club would update their dictionary!! I spend so much time tracking terms down.

      Ciao,
      Traci

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