La briscola in cinque

Marco Malvaldi (n. 1974, Pisa) è in assoluto la mia nuova scoperta linguistica preferita. Chimico di professione, Malvaldi scrive gialli vivaci e travolgenti in quello che la casa editrice Sellerio definisce “toscanaccio (nasty Tuscan),” ovvero il vernacolo della Toscana, specificamente della sua Pisa nativa.

Il primo romanzo di Malvaldi, La briscola in cinque (Briscola for Five Players) (2007), è ambientato a Pineta, un’immaginaria località balneare Toscana. Il protagonista è Massimo Viviani, un lunatico ex-matematico diventato “barrista (It. barista; Eng. barman)” dopo aver preso in gestione il BarLume con il capitale vinto alla lotteria. Quando la polizia si rifiuta di credere alle parole di un adolescente ubriaco che usa il telefono del BarLume per denunciare la scoperta del cadavere di una ragazza, Massimo viene coinvolto nel delitto e utilizza con riluttanza il suo intelletto per aiutare uno scontroso e stolto commissario Calabrese a indagare l’omicidio. Per aggiungere allo sgomento di Massimo, un comico e capriccioso gruppo di anziani frequentatori del bar (tra cui suo nonno Ampelio), hanno un impatto profondo sul suo coinvolgimento nell’indagine per via dei loro pettegolezzi e scherzi inopportuni.

Per rispecchiare le abitudini linguistiche contemporanee Italiane, Malvaldi fa uso di dialetto nella parlata degli anziani del romanzo. È importante notare anche che alcuni elementi lessicali e morfosintattici di questa parlata consistono di Italiano regionale della Toscana. Ma in quanto l’Italiano standard sia un derivato del dialetto Toscano, risulta difficile distinguere fra dialetto e Italiano regionale nel contesto Toscano.

TRATTI MORFOSINTATTICI

La maggior parte degli elementi Toscani nella scrittura di Malvaldi tendono essere morfosintattici piuttosto che lessicali. La seguente citazione di Ampelio mostra alcuni di questi in grassetto:

“Con la tu’ mamma che mi rompe ‘oglioni tutti i giorni per ir mangiare e le sigarette, e la tu’ nonna che è sempre lì anche lei che prima mi dice ‘un ne mangia’ di gelato, e dopo fritto pranzo e cena!

(With your mother who breaks my balls everyday about [the] eating and cigarettes, and your grandmother who’s always there too and first tells me not to eat any gelato, and after a fried lunch and dinner!)”

Gli elementi morfosintattici nella citazione presentano la mancanza di genere e numero nei possessivi (il tu’ neutrale invece del tua femminile singolare); la mancanza di “c” dopo una vocale (rompe ‘oglioni invece di rompe coglioni); la sostituzione di “r” per “l” (ir invece di il); la mancanza di “n” fra due vocali e la sostituzione di “u” per “o” (‘un invece di non); e la mancanza del –re finale degli infiniti (mangia’ invece di mangiare).

LESSEMI

Ci sono pochissimi elementi lessicali Toscani in La briscola in cinque. Ciascuno dei seguenti termini è del dialetto Toscano con la probabile eccezione di de’, il quale sembrerebbe essere un regionalismo:

chiorba (It. testa; Ing. head):

“…quando torno stai tranquillo che mi fa una chiorba come un coòmero col delitto

(…when I get back rest assured that she will make me a head like a watermelon about the crime; i.e., she will talk my head off).” Pilade Del Tacca, 74 anni

de’ (an abbreviation of the Tuscan exclamation decco; It. ed ecco; Ing. and here, i.e., hey):

“Chiedo scusa alla gente che m’ascorta da casa ma de’, ogni tanto ti devi anche sfoga’

(I apologize to the people who are listening to me from home, but hey, every now and then you have to vent too).” uno psichico della TV

ganzo (It. cosa bella; Ing. great thing):

“Lo sai qual è il ganzo? Il ganzo di tutta la faccenda, caro Massimo, è che il paese ne sa già di più di quello che sa il commissario

(Do you know what the great thing is? The great thing about this whole matter, dear Massimo, is that the town knows more about it than what the police inspector knows).” Pilade Del Tacca, 74 anni

ire (It. andare; Ing. to go) / garbare (It. piacere; Ing. to like):

“No, le donne sono ite tutte alla sagra di beneficienza del prete, ma a me don Graziano mi garba solo quando dorme

(No, the women all went to the priest’s charity festival, but I only like don Graziano when he’s sleeping).” Ampelio Viviani, 82 anni

pischelle (It. ragazze; Ing. girls):

“Sì, però quando ci sono gli attori delle soap c’è sempre un branco di pischelle urlanti she stanno fuori…

(Yes, but when the soap actors are there, there’s always a flock of screaming girls outside…).” Davide, un buttafuori di un locale

nini (It. tesoro; Ing. treasure, i.e. honey):

“Guarda nini, le carte parlan chiaro e scusa se te lo dìo, ma lui proprio ‘un ti vole ma nemmeno vicino sai?

(Look honey, the cards speak clearly and forgive me for telling you this, but he really doesn’t want you, not even nearby, you know?).” uno psichico della TV

Nota: Se avete mai parlato con un Fiorentino, avrete probabilmente notato che la lettera “c” è aspirata e suona come una “h” quando appare dopo un vocale (ad esempio, invece di la casa un Fiorentino direbbe la hasa). Questo fenomeno, conosciuto come la “gorgia toscana (Tuscan gorgia o Tuscan throat),” non è uniforme a tutta la parlata Toscana, come indica il romanzo di Malvaldi. Come vediamo nelle citazioni sopraelencate di Ampelio, Pilade e lo psichico della TV, la “c” non è aspirata a Pisa ma invece sparisce completamente, risultando in lessemi come ‘oglioni (It. coglioni; Ing. balls, i.e., testicles), coòmero (It. cocomero; Ing. watermelon) e dìo (It. dico; Ing. I’m telling).

Malvaldi usa pochissimi lessemi Toscani e fa principalmente affidamento sulla morfosintassi per ‘toscanizzare’ il suo testo, rendendo questa una lettura facile e divertente per chi è alla ricerca di un’introduzione all’uso del dialetto nella letteratura Italiana contemporanea.

In Traduzione: Al momento non ci sono traduzioni di Malvaldi, ma i diritti alla traduzione tedesca del suo lavoro sono stati venduti.

Su Facebook: Marco Malvaldi ha una pagina Facebook, ma non sembra partecipi alle discussioni fra i suoi fan. Spero che ciò significhi che sia impegnato a scrivere il quarto (e, sfortunatamente, ultimo) romanzo della serie Pineta. A proposito, il secondo e il terzo romanzo di questa serie sono rispettivamente Il gioco delle tre carte (The Three Card Trick) e Il re dei giochi (King of the Game).


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