Fattacci brutti a via del Boschetto

Fervidamente coinvolto nella scena politica Italiana per più di mezzo secolo, Mario Quattrucci (n. Velletri, 1936) scrive “storie tinte di giallo e rosso (stories tinged with yellow and red)” (il colore giallo è associato ai romanzi polizieschi in Italia e il rosso indica l’affiliazione con il partito Comunista Italiano). Nel 2010 Robin Edizioni pubblicò il nono e finale episodio delle vicende dell’ispettore Gigi Marè, nonché l’alter ego di Quattrucci, con il titolo volutamente Gaddiano Fattacci brutti a via del Boschetto: L’ultima inchiesta di Marè (Ugly Misdeeds on Boschetto Street: Marè’s Last Investigation).

Il romanzo narra i “fatti e fattacci (‘facts and nasty facts’)” che scandalizzano gli abitanti di Rione Monti, il quartiere più antico e ora più elegante di Roma, nel periodo tra Natale e Capodanno. Inizialmente un giovane viene pugnalato e gettato dalle mura di Via degli Annibaldi; a seguire Peppe Dell’Arco, famoso artista e er majorengo (Ital. il primo; Ing. the most distinguished member) del Rione, viene trovato nel suo studio ucciso da un colpo di pistola alla testa, con la collana strappatagli dal collo e il benamato Pinocchio (giocattolo d’infanzia) posato sul suo cadavere. Quando l’investigazione ufficiale non svela il colpevole, l’ispettore Marè, amico d’infanzia dell’artista, recluta Flavia Pasti (la nipote giornalista) e l’investigatore privato Marq Antoni con l’intenzione di scoprire, come detto da Dell’Arco, colui che l’ha tradito nei giorni antecedenti al suo omicidio. La lista dei sospettati si espande sull’intera penisola: da amici cari e collegi dell’artista a Roma, a Mafia e Camorra nel Sud, fino all’èlite governativa al Nord.

Il cast variopinto di personaggi parla diversi dialetti Italiani tra cui Napoletano (Neapolitan), Siciliano (Siciliano), Veneto (Venetan) e, ovviamente, Romanesco, ovvero il dialetto di Roma. Quattrucci paragona la corruzione di parecchi dei personaggi nel testo a quella del Romanesco, al fine di sostenere l’idea che questo dialetto si è fin troppo evoluto per essere ancora definito Romanesco come quello dei poeti Romani Giuseppe Giocchino Belli (1791-1863) e Mauro Marè (1935-1993). Quattrucci ritiene invece che Romani e Italiani contemporanei di qualsiasi contesto sociale parlino Romanese, una versione moderna del dialetto influenzata dalle parlate di attori Romani come Alberto Sordi, Nino Manfredi, Gigi Magni and Vittorio Gassman nei film e nelle serie televisive Italiane degli anni ‘50.

ROMANESCO

Per distinguere il Romanesco dal Romanese nel testo, Quattrucci fa uso di note a fine pagina. A seguire sono alcuni esempi dei termini più avvincenti per motivi storici e umoristici:

maganzese (Ital. traditore; Ing. traitor): Questa parola deriva dal nome Italiano della località Tedesca, Mainz (Maganza), ovvero il paese d’origine del cavaliere Gano (Ganleon) il quale tradì l’esercito di Carlo Magno in favore dei Musulmani, causando la Battaglia di Roncisvalle. Per via del tradimento di Gano, documentato in opere famose come le chanson de geste “La chanson de Roland (The Song of Roland),” l’Inferno di Dante, I Racconti di Canterbury e i Poemi Epici Cavallereschi, leggenda vuole che tutte le persone native di Mainz siano disoneste.

raccapezzare li stracci (Ital. raccogliere gli stracci; Ing. to gather rags): Il verbo “raccapezzare” è associato agli stracciaroli (Ital. stracciaioli; Ing. rag sellers), coloro che scavano tra i rifiuti alla ricerca di stracci, e significa “accumulare con sforzo, cercando pezzo per pezzo.” La frase è usata in modo figurativo col significato di “scoprire qualcosa (Ing. to find out or discover something).”

mammozio (Ital. bamboccione; Ing. adult male who acts like a child): Questo nome deriva dall’aggettivo latino “mammosus,” ovvero “dal seno prorompente.” L’equivalente Italiano, “bamboccione,” deriva da “bambino (baby),” dunque significa “grosso bambino” sia in senso letterale che figurativo e si riferisce ad un uomo che assume comportamenti infantili. Dato il significato inteso del latino, però, la migliore traduzione di questo termine quando viene adoperato per riferire a un uomo che si comporta in un modo infantile sarebbe quella Inglese, cioè “big boob.”

ROMANESE

Come fa con il Romanesco, Quattrucci evidenzia il Romanese nel testo indicandolo nella narrazione. Il paragrafo seguente è uno tra i più interessanti  dal punto di vista linguistico in quanto sia un misto tra Romanesco, Romanese e Romano parlato dai giovani:

Insomma — per usare adesso eloquio romanese più recente commisto a più antico e nobile e belliano dire — ner vedesse vicino quer pezzo de paciocca j’attizò na somma, se sentì a rota, e come fosse schizzato de nutella, j’aveva spiattellato: “Ezia, sei una grande gnocca, anzi un trancio de sesso, e io pe’ questo, se pur ‘io t’aristurbo, ciò na gran voja de ‘nzuppà l’agnello…”. Ma no…! Ma cosa scrivi…? Questa è vulgata di gergo di neo-romano giovanese trucida e blasfema, roba da giuvenotti strafatti di cacca e flashati di molto…

(In other words — to now use more recent Romanese speech mixed with older and nobler and more Bellian talk — upon seeing that nice piece of plump ass so near to him, he got massively aroused, he felt like he was in withdrawal, and as if he were hopped up on Nutella, he had blurted out: “Ezia, you’re a big tasty treat, a slice of sex pie, and so I, if I’m not bothering you or anything, I’d really like to hide the snake….” No…! What are you writing…? This is the coarse and profane vernacular of neo-Romanese youth jargon, the stuff of young people strung out on crap and very whacked out…)

ESPRESSIONI ROMANE

Ovviamente non tutto il linguaggio usato nel testo può essere categorizzato in Romanesco o Romanese. Le frasi seguenti evocano Roma sia in termini di lingua che di contenuto:

li gattucci hanno operto li occhi (Ital. i gattucci hanno aperto gli occhi; Ing. the kittens have opened their eyes, ovvero non inganni nessuno/you’re not fooling anyone)
— Lello — dissi: — guarda che li gattucci è già da un pezzo che hann’operto l’occhi: è inutile che fai il finto tonto: se sai qualcosa dilla e metti in pace con te stesso.
(— Lello — I said: — look, you haven’t been fooling anyone for some time now: it’s pointless for you to play dumb: if you know something, say it and make peace with yourself.)

andare all’arberi pizzuti (Ital. andare agli alberi pizzuti; Ing. to go to the pointed trees, riferito ai cipressi molto comuni nei cimiteri romani)
Chi nun more s’arivede: e che aspettavi pe venì, che me n’annassi all’arberi pizzuti?
(Long time no see: and what were you waiting for to come, for me to go to the pointed trees?)

pigliare un tantino de cicoria (Ital. prendere un tantino di cicoria; Ing. to take a bit of chicory, mandare giù un boccone amaro)
Be’, come si dice a Roma, aveva pigliato un tantino de cicoria.
(Well, as we say in Rome, she had swallowed a bitter pill.)

IL SAPORE DI ROMA

Interessanti sono anche i riferimenti non dialettali alla cultura Romana contemporanea. Le seguenti parole e frasi — con inserti Francesi e Inglesi — sono tra gli esempi più divertenti del romanzo:

stare una mousse (Eng. to be a mousse, stare bene/to be just peachy)
Ezia, dunque, in quel bel Santo Stefano di Roma, per dirla invece con quelli di un altro romanese ambiente, stava ‘na mousse
(Ezia, then, on that beautiful Saint Stefano holiday in Rome, to say it instead like those of another Romanese environment, was just peachy).

sciottino (derivation dall’Inglese shot con l’aggiunta del diminutivo –ino (little)
— Io prendo uno sciottino — disse, — e tu?
(— I’ll take a sciottino — he said — and you?)

UN’IMMAGINE PARTICOLARMENTE ROMANA

Nonostante la storia, la politica e la cultura di Roma siano dettagliatamente illustrate dall’autore nel romanzo, uno dei miei passaggi preferiti si tratta di un semplice ritratto dei gatti di Roma e delle donne che se ne prendono cura:

Così come sto […] …più solo di un gatto del Colosseo… il quale peraltro non è solo pe gnente, cià un arem de gatte e una combriccola de gatti, nonché gattare che je portano er cenone.
(So, I’m […] …more alone than a Colosseum cat… which, moreover, is not at all alone, he has a harem of female cats and a band of male cats, not to mention cat ladies who bring him Christmas Eve dinner.)

Nota: Se volete sapere di più sul Romanesco, date un’occhiata a “Introduzione al dialetto Romanesco (Introduction to the Romanesco Dialect).” Questa introduzione fornisce un breve e conciso sommario delle caratteristiche morfosintattiche principali del Romanesco. Ci sono anche informazioni sul dialetto moderno che sarebbe, ovviamente, quello che Quattrucci chiama “Romanese.”

In Traduzione: Sfortunatamente i gialli di Mario Quattrucci non sono disponibili in altre lingue. In tutta sincerità, sarebbe difficile per un traduttore catturare la vasta gamma di dialetti, varietà e forme d’Italiano che compaiono nei testi di Quattrucci. Forse è per questo che, per ora, nessuno si è messo alla prova con questo arduo compito.

Su Facebook: Mario Quattrucci ha una pagina Facebook, ma non l’aggiorna con frequenza. Ad ogni modo quando gli capita di scrivere qualcosa l’argomento tende essere la sua passione per la politica piuttosto che per la sua carriera da autore di gialli (non che le due cose non siano associate).


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