Giallo ciliegia

Lo stile di scrittura di Gabriella Genisi (n. Bari, 1965) è a dir poco sensazionale, e il personaggio dell’ispettrice Lolita Lobosco da lei creato non è da meno. Come l’imprevedibile ispettore Salvo Montalbano di Andrea Camilleri da cui è ispirata, Lolita — Lolì o Lolli per amici e colleghi — è la sosia 36enne e divorziata di Sophia Loren; dal cuore dolce, la lingua avvelenata e la natura peccaminosa (verso gli uomini, ma anche verso il cibo, soprattutto la frutta). La voluttuosa e impetuosa Lolì ad oggi compare in due romanzi, La circonferenza delle arance (The Circumference of Oranges) (Sonzogno, 2010) e Giallo ciliegia (Cherry Mystery) (Sonzogno, 2011), entrambi dei quali sono stati descritti come “noir pieno di colori (noir full of colors)” per via delle immagini vivaci che evocano di un’Italia meridionale immersa in mistero.

In Giallo ciliegia l’ispettrice Lolita è di umore cupo nonostante lo splendido sole estivo e il mare turchese della sua Bari nativa. La sua relazione tira e molla con Stefano è terminata ancora una volta, e i suoi colleghi nella stazione di polizia la stanno bombardando di battutacce maschiliste per via del suo status nuovamente single. Come se non bastasse, Bari è sovrastata dalla tensione dopo l’esclusione ingiusta del benamato Antonio Cassano dai mondiali di calcio del 2010, e Lolì viene perseguitata da due donne che sembrerebbero riluttanti ad approcciarla. Fidandosi del suo istinto femminile, rintraccia le donne, Gesuina e Ninetta, nella Bari Vecchia (Old Bari) dove scopre che l’unico figlio di Gesuina, Sabino Lavermicocca, è scomparso. Sospettando una fujtina (Ital. fuga d’amore; Ing. lover’ flight), Lolita usa Facebook per trovare il giovanotto. L’investigazione porta Lolita da Bari a Montenegro e in Brazile, e la soluzione al mistero si rivela essere più buia di quanto avesse potuto immaginare, nonostante la curiosa connessione col color rosso ciliegia.

Il linguaggio in Giallo ciliegia è colorito quanto la storia. Genisi ha uno stile fresco e giocoso che mette in evidenza gli elementi che accomunano i discorsi di tutti i giorni. Generalmente il suo linguaggio è una revisione complessa e artistica dell’Italiano regionale parlato nell’area di Bari. In aggiunta ai regionalismi e ai termini dialettali, incorpora (con effetti esilaranti) rappresentazioni morfosintattiche e fonologiche della parlata, come il raddoppiamento sintattico (vedi sotto) e l’approssimazione della pronuncia Italiana di parole straniere o non familiari. Uno degli aspetti più innovativi e divertenti del linguaggio di Genisi è l’uso che fa dell’univerbazione per riflettere lo stile della parlata locale. Anche i suoi colloquialismi tendono essere vivaci e unici quanto il personaggio di Lolita.

ITALIANO REGIONALE
L’Italiano regionale parlato a Bari fa parte della vasta categoria di lingue parlate nelle regioni di Puglia e Basilicata. La maggior parte dei regionalismi in Giallo ciliegia, però, si riferiscono specificamente alle persone e alla cucina di Bari e i suoi territori limitrofi.

LESSEMA
topini (Ital. borseggiatori; Ing. purse snatchers, ma letteralmente piccoli topi)
Uno di quelli della zona che qui a Bari vengono chiamati topini, e che se te ne trovi uno alle spalle, ti conviene stare accorto.
(One of those from the area that here in Bari are called little mice, and that if you find one at your back, you had better beware.)

CUCINA
sgagliozze di Bari Vecchia
scarcelle (Barese: scarcedd)
sporcamussi
ciambotto
tarallini 

BARESE
Il dialetto barese (or dialètte barése) è parlato a Bari, in Puglia centrale e in parti della Basilicata. Giallo ciliegia contiene una quantità considerabile di Barese. Come viene indicato in alcune delle frasi nel testo, il dialetto viene spesso mischiato all’Italiano.

LESSEMI
frissola (Ital. padella; Ing. frying pan)
Mi avevi pure invitato a mangiare una pizza, e invece non solo ci ritroviamo a sudare in questa frissola, come dite voi baresi, ma stiamo appiccicati ai giapponesi.
(You had even invited me to eat a pizza, and instead not only do we find ourselves sweating in this frying pan, as you Baresi say, but we’re stuck to the Japanese.)

zagna (Ital. coatta; Ing. deviant)
Che roba è zagna? Mai sentito.
Ah già, tu sei settentrionale. Ogni tanto me lo scordo. Una coatta nostrana, diciamo.
(What is this zagna? Never heard it. Oh, yeah, you’re a northerner. Every once in a while I forget. A local deviant, let’s say.)

DETTO
àma dà le scàffe alle marànge fin’ a che non devèndene ròsse (Ital. ama dare gli schiaffi alle arance fino a che non diventano rosse; Ing. she loves to slap oranges until they become red, il cui vuol dire t she loves to push her point to extremes)
Ma Lolita è un osso duro, e come si dice dalle parti mie, àma dà le scàffe alle marànge fin’ a che non devèndene ròsse.
(But Lolita is a tough one, and as we say in these parts, she loves to slap oranges until they turn red.)

RADDOPPIAMENTO SINTATTICO
Uno degli elementi più sorprendenti del linguaggio di Genisi è la rappresentazione del raddoppiamento sintattico. Questo fenomeno è presente nell’Italiano standard e in parecchi dialetti, e può essenzialmente essere descritto come l’allungamento di una parola che inizia con una consonante seguita da una vocale.

a’pparlare co’vvoi
(Ital. a parlare con voi; Ing. to speak with you)
Madonnasanta, noi alla Questura, signorì? Nientemeno, e quando mai!? A’pparlare co’vvoi!?
(Holymother, us at Police Headquarters, miss? Are you kidding, and why would we ever do that? To speak with you!?)

eggesù / comm’avvoi (Ital. e gesù; Ing. and Jesus / Ital. come voi; Ing: like you)
Eggesù commissà, una femmina istruita comm’avvoi!
(And Jesus, Inspector, an educated woman like you!)

APPROSSIMAZIONI
Queste sono tra le mie tattiche letterarie preferite! Presumibilmente Genisi usa le approssimazioni in Giallo ciliegia per sottolineare sia la pronuncia Italiana degli stranierismi, che la mancata familiarità di Lolita con i social media. Siccome non conosce questi termini, Lolita li sente come sarebbero scritti in Italiano. Troppo buffo!

ciàtt’
(Ital. chat; Ing. chat or chatroom)
Perché tutte le notti quando mia madre e la bambina si addormentavano, io e mio fratello parlavamo nella ciàtt’
(Because every night when my mother and the baby fell asleep, my brother and I would talk in the chat).

Feisbùc / Badù (Ing. Facebook / Badoo)
Tenete presente Feisbùc, Badù, e quelle cose lì?
(You know Facebook, Badoo and those things?)

UNIVERBAZIONE
Uno degli aspetti che più distingue lo stile di Genisi è la sua creazione di termini composti, un fenomeno chiamato univerbazione. Questi ultimi riflettono quanto il gergo nell’area di Bari possa essere veloce e sgargiante.

nientepocodimenocché (Ital. niente poco di meno che; Ing. none other than)
Tra i primi contatti, messaggi di uomini in cerca di consolazione dopo il Mondiale perduto per sempre, ma poi a chiedere di chattare con me è nientepocodimenocché Sabino Cassano Lavermicocca.
(Among the first contacts, messages from men in search of consolation after the World Cup lost forever, but then to ask to chat with me is noneotherthan Sabino Cassano Lavermicocca.)

pannaeciliegia (Ital. panna e ciliegia; Ing. cream and cherry)
E così cammino fino al mare gustando con calma la pallina cremosa e facendo ben attenzione che le gocce fucsia di pannaeciliegia non mi macchino la divisa.
(And so I walk to the sea calmly tasting the creamy little ball and paying careful attention that the fuschia drops of creamandcherry don’t stain my uniform.)

COLLOQUIALISMI
Il linguaggio colloquiale è forse tra gli aspetti più interessanti della lingua Italiana in quanto descrive la cultura contemporanea del paese. Giallo ciliegia è semplicemente un’esplosione di sapore locale (le immagini delle arance sono irresistibili!).

tivubì (un neologismo per tvb [Ing. ilu], abbreviazione usata nelle chat per dire in Ital. ti voglio bene; Ing. I love you).
Che dici? Sì? Occhei, Lolì? Tivubì!!!
(What do you say? Yes? Okay, Lolì? Ayelyu!!!)

mi avete rotto le arance (la version di Lolita di mi avete rotto le palle; Ing. you busted my balls, in questo caso, you busted my oranges)
Antò, che mi avete rotto le arance si è capito abbondantemente, ma almeno statti zitto, che state diventando la barzelletta della Questura, state!
(Tony, that you’ve busted my oranges is abundantly clear, but shut up at least, because you’re becoming the joke of Police Headquarters, you are!)

Giallo ciliegia è fin troppo ricco linguisticamente per essere descritto in un solo post: slang, profanità, gergo giovanile, linguaggio delle chat, legalese (potrei andare avanti). Dunque se volete un Italiano autentico, ricco e caloroso con un contesto, lo troverete nella serie dell’ispettrice Lolita Lobosco. E mentre leggete, divertitevi a collezionare i vari riferimenti fatti ad arance e ciliegie, per non parlare delle fantastiche ricette di Lolli alla fine del libro!

Nota: Apprezzo il fatto che Lolita a volte pensi in Sicilano, usando termini fortemente associabili nella psiche Italiana con l’ispettore Montalbano, quali minchia (Ital. cazzo; Ing. dick) e cabbasisi (Ital. palle; Ing. balls). Dopo anni di Montalbano mi ritrovo a far la stessa cosa (e io sono Americana!). Ironicamente ora che ho letto Giallo ciliegia mi ritrovo a mormorare dei Lolitalismi, specificamente Ummadonnasanta (Ohholymother) e Gesucristosanto (Holyjesuschrist). E, ovviamente, li considero una parola sola.

In Traduzione: I lavori di Genisi sono ancora da tradurre, il che è una vera vergogna. Vista la complessità linguistica dei libri dell’ispettrice Lolì, solo un traduttore abile come Stephen Sartorelli, responsabile delle traduzioni Inglesi della serie Montalbano, potrebbe rendergli giustizia.

Su Facebook: Gabriella Genisi è accessibile ai suoi fan via Facebook. Infatti ho usato proprio Facebook per contattarla a riguardo di questo post. Mi piace parecchio la sua pagina, perché oltre che chattare con i lettori (e altri scrittori), condivide citazioni formidabili dei suoi autori preferiti, informazioni su eventi culturali a Bari, foto dei suoi figli e molto altro. Molto socievole!

In Televisione
: L’ispettrice Lolita Lobosco arriverà in televisione su Rai 1 nel 2013. La voce che gira è che ci saranno dai sei agli otto film in cui compare la deliziosa Lolita (interpretata da Micaela Rammazzotti). Questo è fantastico perché significa che possiamo contare sulla pubblicazione di altri libri! Tra l’altro, il terzo romanzo della serie di Lolì, Uva Noir (Noir Grape) esce questo mese.

Nota Personale: Sarò per sempre grata a Gabriella Genisi per avermi gentilmente rilasciato un’intervista (in arrivo). Sono stupefatta dai suoi lavori, e scoprire che lei è grandiosa quanto i suoi libri è stato proprio la ciliegina sulla torta (Lo so, lo so. Un riferimento alle ciliegie. Non ho resistito!).


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