Gabriella Genisi

Gabriella GenisiGabriella Genisi (n. Bari, 1965) è una scrittrice, un promotore letterario e un’entusiasta del cibo e dell’arte. Ha prima ricevuto l’acclamazione critica nel 2009 per il suo romanzo politicamente ispirato Il pesce rosso non abita più qui (The Red Fish Doesn’t Live Here Anymore) (La Fenice). Dopo aver cambiato il suo interesse dalla politica al crimine, sta ricevendo l’attenzione di entrambi i critici e gli esecutivi televisivi per la sua commissaria intelligente e sexy, Lolita Lobosco, la quale appare in due gialli deliziosamente intriganti La circonferenza delle arance (The Circumference of Oranges) (Sonzogno, 2010) e Giallo ciliegia (Cherry Mystery) (Sonzogno, 2011). Di ricente ho intervistato Genisi sulla sua apparente fissazione con la frutta, la favolosa Lolita e il linguaggio animato che colora la sua scrittura con le vivaci sfumature dell’Italia meridonale.

In Giallo ciliegia, come ne La circonferenza delle arance, la frutta ha un ruolo centrale. Cosa rappresenta per te la frutta?
Abito a pochi km da Bari, nel Sud dell’Italia. Qui da noi la frutta significa sole, e casa. Sul tavolo delle nostre cucine c’è sempre una fruttiera colma di arance, mandarini, uva, ciliegie.

Descrivi la commissaria Lolita Lobosco come “una donna del sud a tutto tondo.” Ma in quali modi è una donna barese?
Le donne baresi sono pragmatiche e in genere poco romantiche. Amano la bellezza in ogni manifestazione, ed hanno una sensualità innata, impressa da sempre nel Dna.

Lolita è nata in omaggio al celebre personaggio Camilleriano, il commissario Salvo Montalbano. Ha preso qualche spunto linguistico da Montalbano (a parte dall’occasionale parola siciliana)?
Mi sono ispirata moltissimo a Montalbano, per la costruzione del personaggio, ma anche per l’utiizzo di un linguaggio parlato, colloquiale, attraversato da incursioni dialettali.

Il linguaggio di Giallo ciliegia è ricco di sfumature locali. Come definisci il rapporto fra dialetto e italiano?
Da noi al Sud c’è una enorme ricchezza di dialetti, basta spostarsi di pochi km perchè cambino accenti, intonazioni, e aperture o chiusure vocali. Viene tutt’ora molto usato nel privato, ma quasi mai puro, sempre mescolato con l’italiano in un ibrido dolce e molto intimo.

L’anno prossimo sarà trasmessa dalla RAI la versione televisiva di Giallo ciliegia. Sarà conservata nella sceneggiatura la lingua barese?
Credo che verrà conservato l’accento e qualche sfumatura linguistica per caratterizzare i personaggi.

Sei una delle organizzatrici di un importante festival letterario “il libro possible” in Italia. Qual è lo scopo di questo festival, e puoi darci qualche anticipazione sul programma di quest’anno?
Il Libro possibile si svolgerà dall’11 al 14 luglio 2012 nella splendida cornice di Polignano a mare, luogo di nascita di Domenico Modugno e di Pino Pascali. Il programma e’ ancora in fase di definizione ma sarà ricco di ospiti nazionali ed internazionali. il nostro obiettivo è  la diffusione della lettura, oltre alla promozione del nostro territorio.

Questo mese esce una nuova indagine con la commissaria Lolì intitolata Uva Noir. Come hai scelto questo titolo meraviglioso?
L’uva è un prodotto tipico della Puglia, ed è uno dei prodotti che maggiormente viene esportato all’estero, e che da origine ai pregiatissimi vini pugliesi, apprezzati in tutto il mondo (Negramaro, Salice Salentino, Nero di Troia, Primitivo etc). La variante nera, mi semprava perfetta per gli echi noir di questo mio nuovo libro.

Nota: Se vorreste sapere di più su Gabriella Genisi ed i suoi libri fantastici, vi suggerisco vivamente di dare un’occhiata alla sua pagina Facebook, la quale è tanto accogliente quanto l’autrice stessa. E non vi perdete il mio post su Giallo ciliegia. Questo libro è succoso, e non sto parlando degli abbondanti riferimenti alla frutta!


Commenti

Gabriella Genisi — 2 commenti

  1. Nei libri di Gabriella Genisi mi sono ritrovato non poco. Amo tantissimo il Sud, per i legami affettivi e per la mia storia. Cucina e arte sono anche le mie passioni. Coronano i valori cristiani e umani. Commovente, toccante e soave “La maglia del nonno”, l’ho letto tutto d’un fiato ricordando il mio dolcissimo nonno in Paradiso. Aspettiamo di vedere noir, gialli e romanzi di Gabriella sul piccolo schermo, come è stato per Montalbano. La televisione si riconferma mezzo potente per convogliare giovani e meno giovani alla letteratura, all’arte e alla storia. E ora un nuovo libro, con all’interno una trasferta a Padova, S. Nicola chiama S. Antonio, come una scala tra Cielo e terra. Grazie infinite, Gabriella! Complimenti e ogni bene.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *