Il candeliere a sette fiamme

Augusto De Angelis (n. Roma, 1888; m. Bellagio, 1944), considerato da molti il padre del giallo Italiano (ovvero romanzo criminale, che ha acquistato il suo soprannome per via del colore tipicamente giallo della copertina), fu incarcerato sotto l’accusa di partecipazione ad attività anti-Fasciste nel 1943 e morì poco dopo il suo rilascio, malmenato da un Fascista. Giornalista e autore, De Angelis fu preso di mira dalla macchina della propaganda Fascista che fu il Ministero della Cultura Popolare (Ministry of Popular Culture), o MiniCulPop, non solo per la serie di articoli anti-Fascismo che scrisse per la “Gazzetta del Popolo” di Torino, ma anche a causa dei suoi romanzi, quindici dei quali narrano le vicende del Commissario Carlo De Vincenzi della Squadra Mobile (Flying Squad) di Milano.

I Fascisti provavano disdegno verso i romanzi gialli sia per il contenuto considerato immorale che per le origini Anglo-Americane, e quelli di De Angelis non facevano eccezione. Infatti la serie del Commissario De Vincenzi, pubblicata dalla Mondadori tra il 1935 e il 1942 nell’iconica collezione Il Giallo Mondadori (The Mondadori Mystery), conteneva elementi che portò alla proibizione del gialli da parte di MinCulPop nel 1943. Nello specifico, il pessimista e intellettuale Commissario De Angelis non era un devoto Fascista e non era nemmeno particolarmente virile (era bensì un filantropo, amante della poesia che, come se non bastasse, psicoanalizzava criminali depravati). Inoltre i crimini descritti nei romanzi di De Angelis erano spesso commessi nel territorio Italiano, implicando che i Fascisti non sapessero mantenere l’ordine, e occasionalmente comportavano il suicidio che era visto come una debolezza non attribuibile alla stoica natura Fascista. Il suo giallo Il candeliere a sette fiamme (The Candelabrum with Seven Flames) (Mondadori, 1936; Feltrinelli, 1963; Garzanti, 1973; Sellerio, 2005) fu particolarmente problematico rispetto alla censura Fascista negli anni ’30 per via della descrizione di un trattamento solidale nei confronti delle persone Ebree.

Il candeliere a sette fiamme inizia con un articolo di giornale che annuncia la scoperta lugubre del cadavere mummificato di un uomo chiamato William Ellis nella cantina del Blackfriars Club di Londra. Giorni dopo il Commissario De Vincenzi è chiamato a investigare l’omicidio, presumibilmente non correlato, di un uomo ritrovato con una pallottola nel collo e lo stomaco squarciato nello squallido hotel Specchio D’Oro (Golden Mirror) in un quartiere cadente di Milano. Dopo aver ritrovato sette macchie di cera gialla sia nella stanza del morto che in quella di un altro ospite che ha già lasciato la scena, De Vincenzi deduce che un candeliere sta alla base dei crimini. Per risolvere gli omicidi, De Vincenzi e il suo assistente Brigadiere Cruni viaggeranno da Venezia al Medio Oriente in una trama mista tra letteratura criminale e storia di spionaggio che include una donna Inglese, un uomo ragno (spider man), Arabi-Tedeschi e membri di un’organizzazione ebrea che avranno un ruolo chiave nella futura questione Palestinese.

Essendo stato pubblicato nel 1936, Il candeliere a sette fiamme contiene elementi interessanti dello standard letterario Toscano che sono per la maggior parte caduti in disuso. Il romanzo è anche importante in quanto fu una tra le rare occasioni in cui De Angelis usò il dialetto nei suoi scritti; principalmente il dialetto di Chioggia, un porto di pesca a sud della laguna di Venezia in Veneto.

STANDARD LETTERARIO TOSCANO
La lingua nazionale d’Italia, l’Italiano standard, si tratti di un linguaggio letterario basato sul dialetto parlato dall’aristocrazia Fiorentina nel quattordicesimo secolo che fu imposto alla popolazione nel 1868. Da quel tempo, la lingua ha subito un processo di ristandardizzazione, e certi elementi dello standard appaiono adesso solo nella letteratura. Il candeliere a sette fiamme contiene molti elementi letterari includendo preposizioni e pronomi antichi. Sono inoltre presenti lessemi che riflettono datate usanze fonetiche. C’è da puntualizzare però che molti di questi elementi sono ancora in uso in parti d’Italia.

PRONOMI PERSONALI I seguenti sono pronomi caduti praticamente in disuso nell’Italiano moderno:

egli, esso sostituito da lui (Ing. he)
ella, essa sostituito da lei (Ing. she)
essi, esse sostituito da loro (Ing. they)

PREPOSIZIONI ARTICOLATE Nell’Italiano contemporaneo le preposizioni sottostanti sono state de articolate, dunque consistono ora di due parole separate al posto di un unico termine congiunto.

pel e il plurale pei diventò per il e per i (Ing. for the, forma maschile)
col e il plurale coi diventò con il d con i (Ing. with the, forma maschile)

LESSEMI
I termini seguenti contengono il dittongo –uo, virtualmente scomparso dalle forme moderne di questi termini conseguentemente alla monottongazione:

giuoco diventò gioco (Ing. game)
De Vincenzi, uscito dal ponte, s’era messo ad attendere che i passeggeri si disperdessero nelle sale da giuoco e da fumo, nei salotti e per le passeggiate.
(De Vincenzi, having excited from the bridge, had positioned himself to wait for the passengers to disperse into the game and smoking rooms, the salons and for promenades.)

figliuola diventò figliola (Ing. girl)
E l’albergatore spiegò che Rosetta era una buona figliuola, che abitava allo Specchio da più di tre anni; faceva i suoi affari e non dava fastidio a nessuno, ma era pazza.
(And the hotel owner explained that Rosetta was a good girl, who had been living at the Specchio Hotel for more than three years; she minded her own business and didn’t bother anyone, but she was crazy.)

stradicciuole diventò stradicciole (Ing. small streets or pathways)
La macchina passò per due o tre stradicciuole strette, fra le graticciate dalle musharabye, sbucò sulla piazza principale.
(The car passed through two or three small, narrow streets, between the trellises of the musharabye, it came out on the main pizza.)

I verbi sottostanti riflettono l’assibilazione del finale Latino –tio, che fu reso palatale in alcune zone d’Italia. Questo significa che il Latino –tio ha sia una pronuncia arcaica –zio (Ing. –tso) che una pronuncia contemporanea –cio (Ing. –cho).

pronunziò also pronunciò (Ing. he pronounced)
Ma la parola stessa che pronunziò gli suonò all’orecchio nuova e stranamente piena di significato. Il candeliere!
(But the word itself that he pronounced sounded to his ear new and strangely full of meaning. The candelabrum!)

annunziò also annunciò (Eng. he announced)
L’austista arabo, senza volgersi verso De Vincenzi, annunziò: “Rosetta”.
(The Arab driver, without turning toward De Vincenzi, announced: “Rosetta.”)

DIALETTO DI CHIOGGIA (VENETO)
De Angelis adopera il dialetto della città costiera di Chioggia (Veneto: Cióxa; Latin: Clodia) nella regione del Veneto per dipingere la parlata dei pescatori locali durante l’episodio Veneziano del mistero. Considerevolmente questo dialetto fu immortalato nella classica opera di di Carlo Goldoni “Le baruffe chiozzotte (The Chioggian Brawls),” che debuttò a Venezia nel 1762. Nonostante le frasi sottoelencate siano un misto di dialetto e Italiano, ho evidenziato un termine dialettale comune in ciascuna.

ostrega (literally Ital. ostrica; Eng. oyster but used as Ital. caspita; Eng. goodness)
Ostrega!… No savaria… Ma lu podeva anca… andar in malora…
(Ital. Caspita! Non lo so. Ma lui poteva anche… andare in malora…
Ing. Goodness!… I didn’t know… But it could have also… gone to ruin…)

paron (Ital. padrone; Ing. master)
Lo troveremo al pontile di Rialto, paron… Dovria esser una vera maledizion che nol ghe fosse…
(Ital. Lo troveremo al pontile di Rialto, padrone… Dovrebbe essere una vera maledizione che nonché fosse…
Ing. We’ll find him at the Rialto wharf, master… It would be a true malediction if he wasn’t there…)

sior (Ital. signore; Ing. mister)
Mez’ora fa, sior…
(Ital. Mezz’ora fa, signore…
Ing. A half hour ago, mister…)

La lingua dei gialli di De Angelis è forse più interessante per quello che non contiene: non c’è né terminologia Fascista né riferimenti diretti al regime. L’assenza del Fascismo da questi testi era indubbiamente la più grande minaccia alla sicurezza di De Angelis sotto l’occhio vigile di Minculpop.

Nota: Tre case editrici Italiane hanno ripubblicato alcuni dei romanzi della serie del Commissario De Vincenzi. La più recente è Sellerio, che cominciò a ripubblicare la serie nel 2002. A mio parere i gialli di De Angelis hanno un immenso valore storico, perché furono tra i primi nel genere e perché inducono a riflettere sulle leggi di censura in base al contenuto in epoca Fascista. Trovo parecchio ironico che la censura dei gialli di MiniCulPop–che specificamente potevano narrare soltanto di crimini commessi da stranieri in paesi esteri–diede un certo fascino alla serie del Commissario De Vincenzi e presumibilmente a tutti i romanzi criminali scritti in epoca Fascista.

In Traduzione: Sfortunatamente la serie De Vincenzi non è stata tradotta in Inglese. Spero che prima o poi alcuni o tutti i libri vengano tradotti come documentazione storica. Su Facebook: Augusto De Angelis ha una pagina Facebook, ma non viene mantenuta probabilmente perchè l’autore è alquanto sconosciuto. È un peccato visto il talento palese di De Angelis e le conseguenze tragiche di una carriera in epoca Fascista.

In Televisione: Tra il 1974 e il 1977, adattamenti de Il candeliere a sette fiamme e altri due romanzi di De Angelis quali L’albergo delle tre rose (The Hotel of the Three Roses) (Mondadori, 1936; Feltrinelli, 1963; Garzanti, 1972; Sellerio, 2002) e Il mistero delle tre orchidee (The Mystery of the Three Orchids) (Mondadori, 1942; Feltrinelli, 1963; Garzanti, 1972; Sellerio, 2002), andarono in onda sulla RAI con Paolo Stoppa che interpreta il Commissario De Vincenzi. Non ho visto questi film, ma ho letto che hanno avuto gran successo in Italia grazie al talento di Stoppa nel ruolo di De Vincenzi. Date un’occhiata a questo clip dalla serie TV con De Vincenzi su YouTube.

Blog Notevole: Mondadori mantiene un blog per la suddetta collezione Il Giallo Mondadori. Molti dei titoli sono Americani e Inglesi dato che questi hanno ispirato il genere poliziesco/giallo in Italia. Quello che vorrei leggere di più è numero 3062: Sherlock Holmes e la tragedia del Titanic (Sherlock Holmes and the Tragedy of the Titanic).


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