Maurizio de Giovanni

Maurizio de Giovanni (n. 1958, Napoli) è più conosciuto per la sua serie premiata ambientata nella Napoli Fascista degli anni ’30 con il Commissario Ricciardi, un solitario con l’abilità paranormale di vedere e sentire i morti ammazzati. Banchiere di professione, de Giovanni scrive anche racconti e libri sulle partite storiche della squadra di calcio Napoletana. Nel suo romanzo più recente, Il metodo del coccodrillo (The Method of the Crocodile) (Mondadori, 2012), de Giovanni debutta un ispettore di polizia contemporaneo, Giuseppe Lojacono, il quale si è trasferito dalla Sicilia a Napoli dopo un’accusa di collusione con la Mafia. Questo mese ho avuto l’onore di intervistare l’autore sul linguaggio nei romanzi di Ricciardi e il futuro di questo personaggio accattivante.

Per creare la serie del Commissario Ricciardi, hai condotto delle ricerche su Napoli degli anni 1930. Hai anche fatto della ricerca sul linguaggio del periodo?
Certamente. La mia ricerca sugli Anni Trenta, propedeutica alla scrittura dei romanzi di Ricciardi, prevede la lettura della narrativa e dei giornali del periodo, nonché la visione dei film in sonoro che, com’è noto, partono in Italia proprio dal 1931 (“Gli uomini, che mascalzoni” col grande Vittorio De Sica, la pellicola che ha al suo interno la canzone “Parlami d’amore, Mariù” è del 1932). Il linguaggio è rispettoso di questa indagine, anche se naturalmente tengo conto del parlato comune e dell’inflessione dialettale.

Incorpori il dialetto e l’italiano regionale di Napoli nella tua scrittura. Secondo te, qual è il ruolo di queste lingue nei gialli, particolarmente quelli ambientati in un’epoca storica come la serie del Commissario Ricciardi?
Assolutamente fondamentale. Negli anni a partire dal dopoguerra la televisione, il cinema sonoro e la radio hanno omologato il linguaggio; ma all’epoca di Ricciardi il dialetto era la lingua del popolo e quindi è imprescindibile se si vuole mantenere realistica la narrazione. E il noir, si sa, dev’essere totalmente realistico per mantenersi credibile.

In Per mano mia, rappresenti un famoso mercato di pesce in cui i pescivendoli urlano frasi colorite in napoletano per attirare i clienti. Come hai scelto il linguaggio di questa scena?
Al solito, documentandomi accuratamente. Esistono dei testi, meritoriamente pubblicati da piccoli editori napoletani, che recuperano dalla tradizione orale e dalla cronaca dell’epoca le urla di richiamo dei venditori ambulanti. Esistono anche delle registrazioni reperibili su YouTube dall’Archivio Luce, che consiglio a tutti di andare a vedere perché sono incantevoli.

Sarà preservata la lingua Napoletana nella serie televisiva basata su Per mano mia?
Il progetto è ancora allo stato tanto embrionale da non consentirmi previsioni. Quello che è certo è che se avrò voce in capitolo cercherò con tutte le forze di preservare la piena napoletanità del racconto.

I gialli con il Commissario Ricciardi sono stati tradotti nel tedesco, francese, spagnolo ed inglese. Cosa pensi di queste traduzioni?
Naturalmente avendo soltanto una conoscenza marginale o scolastica di queste lingue (eccetto il tedesco, che non conosco affatto), non sono in grado di giudicare. A quanto sento e leggo, però, Ricciardi è molto fortunato perché le traduzioni sembrerebbero di elevatissimo valore. In particolare quella in lingua inglese della bravissima Anne Milano Appel è stata candidata al Dagger Award per la categoria, il che significa certamente qualcosa.

Quest’anno hai introdotto un nuovo personaggio, l’Ispettore Giuseppe Lojacono. È l’ultimo del Commissario Ricciardi Per mano mia?
Certamente no; ho in corso la scrittura del prossimo romanzo, che si chiamerà Vipera e che uscirà nel prossimo novembre. Ricciardi ha ancora molte storie da raccontare.

Nota: Per ulteriori informazioni su Maurizio de Giovanni, siete pregati di visitare la sua pagina Facebook e la pagina del Fan Club officiale. Inoltre, date un’occhiata al mio post su Per mano mia. Il natale del commissario Ricciardi (By My Hand: The Christmas of Commissario Ricciardi). Questo libro è tanto convincente quanto creepy (raccapricciante)!

Foto: La foto qui sopra è una cortesia dell’autore (si vede che era destinato a scrivere il noir!).


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