Per mano mia. Il Natale del commissario Ricciardi

Maurizio de Giovanni (n. Napoli, 1958) iniziò la sua carriera di scrittore a 51 anni, dopo che degli amici lo iscrissero per scherzo ad un concorso nazionale per affioranti autori di romanzi gialli. Un banchiere senza alcun passato letterario, de Giovanni vinse il concorso con un racconto breve ambientato nella Napoli Fascista degli anni ’30, che presenta un solitario commissario di nome Luigi Alfredo Ricciardi il quale ha l’inquietante abilità di vedere i morti ammazzati e sentire le loro ultime parole. Questo racconto costruì le fondamenta per l’acclamata serie del Commissario Ricciardi, forse descrivibile come noir paranormale (paranormal noir).

Il quinto e più recente romanzo della serie Ricciardi, intitolato Per mano mia: Il Natale del commissario Ricciardi (By My Hand: The Christmas of Commissario Ricciardi) (Einaudi, 2011), è ambientato a Napoli nel 1931. Solo qualche giorno prima di Natale, il Commissario Ricciardi e il suo compagno Brigadiere Raffaele Maione devono investigare i brutali omicidi di un funzionario della milizia Fascista e di sua moglie, ritrovati uccisi a pugnalate nella loro dimora a Mergellina. Mentre studia la scena del delitto, l’immagine degli sposi defunti che pronunciano le loro ultime parole si manifesta al commissario. Curioso è anche il presepe (nativity scene) della coppia, dal quale manca la statuetta di Giuseppe. Per risolvere il mistero, Ricciardi e Maione si rivolgono a diversi elementi della società locale, inclusi Fascisti, pescatori, una prostituta trans e membri del clero Cattolico, in una città che di suo sembra assomigliare ad una rappresentazione della natività.

Il linguaggio usato in Per mano mia è intrigante e coinvolgente quanto la storia. Il romanzo è scritto in Italiano neostandard misto a dialetto e Italiano regionale di Napoli. Nonostante il linguaggio sia attuale, risulta chiaro che de Giovanni si sia impegnato a preservare l’accuratezza storica del linguaggio dei primi anni ’30, soprattutto quando pertinente a descrizioni di persone, cibo e alla parlata al mercato del pesce. È anche impressionante l’inclusione di terminologia Fascista per riflettere la politica e il tono dell’epoca.

ITALIANO REGIONALE DI NAPOLI
Il linguaggio regionale presentato in Per mano mia consiste principalmente di elementi lessicali che si riferiscono a persone e cucina locale. Generalmente l’Italiano regionale di Napoli deriva dal Napoletano, ovvero la lingua Napoletana impropriamente classificata come dialetto. Ad ogni modo l’Italiano regionale parlato a Napoli è parecchio usato anche in altri parti di Campania e sud Italia, rendendo le origini e le caratteristiche di varie parole difficili da identificare.

PERSONE
I regionalismi che si riferiscono a persone nel testo sono tra i più riconoscibili come Napoletani grazie in parte all’enorme popolarità del Napoletano sia in Italia che all’estero.

scugnizzo (Ital. ragazzo di strada Napoletano; Ing. Neapolitan street kid)
Don Pierino fece un sorriso felice, come uno scugnizzo al quale avessero proposto un giro in pasticcieria.
(Don Pierino smiled a happy smile, like a Neapolitan street kid to whom they had proposed a trip to the bakery.)

guaglio’ (from guaglione; Ital. ragazzo; Ing. boy)
Ad un certo punto lo chiamai io: guaglio’, ma che vai cercando?
(At a certain point I called out to him: Boy, what are you looking for?)

CUCINA
Visto il tema Natalizio di Per mano mia, abbondano i riferimenti fatti a tipiche pietanze festive Napoletane. I nomi in dialetto sottoelencati sono considerati regionalismi in quanto assomiglino a nomi in Italiano standard e siano conosciuti anche al di fuori della Campania. Forse è per via dell’ambientazione storica del romanzo che de Giovanni tendenzialmente include il nome in dialetto del piatto piuttosto che la sua variante regionale, ad esempio mustacciuoli invece della versione italianizzata mostaccioli. I seguenti sono alcuni dei dolci natalizi Napoletani tradizionali, oltre ad un prelibato piatto di Cilento (la città natale del Commissario Ricciardi):

Napoli
struffoli – palline di pasta fritta mista a miele e confettini colorati, ammucchiate a formarne una grossa pila
roccocò – un biscotto fatto a ciambella contenente farina, uova, zucchero, cannella, mandorle e scorza d’agrumi la cui ricetta risale al 1320
susamielli – biscotti a forma di S fatti di farina, zucchero, miele, mandorle e cannella

Cilento
scàmmaro – spaghetti conditi con olive nere, alici, capperi, peperoncino secco e olio d’oliva

NAPOLETANO (DIALETTO NAPOLETANO)
Il dialetto Napoletano è sparpagliato ovunque in Per mano mia (un po come i confettini sugli struffoli), ma è particolarmente apparente (e divertente) nella scena che descrive il mercato del pesce, tenuto annualmente il 23 Dicembre nella famosa via Toledo di Napoli. Le frasi sottostanti rappresentano alcune tattiche di vendita usate dai pescivendoli, i quali enfatizzano rispettivamente la freschezza, le facili tecniche di preparazione e i prezzi scontati del pesce in un tentativo disperato di vendere il pescato rimanente prima di Natale. A quanto pare il riferimento fatto alle anguille sia vive che morte nel terzo esempio, si tratta di un metodo indiretto di pubblicizzare il prezzo inferiore delle seconde.

Mo’ l’ha pigliato ’a rezza frìcceca ancora!
(Ital. Adesso l’ha preso la rete si muove vivacemente ancora!
Ing. The net just caught it, it’s still thrashing about!)

Facitevíllo co’ ’o limone, ’o pesce fresco!
(Ital. Fatevelo con il limone, il pesce fresco!
Ing. Make it with lemon, fresh fish!)

So’ vive e so’ muorte, capitune verace, ’e ccore d’o Diavulo!*
(Ital. Sono vivi e sono morti, captoni veraci, le code del Diavolo!
Ing. They’re alive and they’re dead, real eels, the tails of the Devil!)
*Secondo l’autore, le anguille venivano chiamate “code di Diavolo” a causa della loro mobilità estrema. (Sconcertante. Quel pesce al limone diventa sempre più allettante…)

LINGUAGGIO FASCISTA
Attenendosi alla politica degli anni ’30, de Giovanni incorpora della terminologia Fascista nel testo. Parecchi dei termini usati riflettono la tendenza che avevano i Fascisti (di certo non conosciuti per la loro originalità) ad adoperare parole ricche di simbolismo eroico o militaristico al fine di enfatizzare la loro grandezza e il loro potere.

balilla (Nome dato a ragazzini tra gli 8 e i 14 anni arruolati nell’Opera Nazionale Balilla, un’organizzazione giovanile parlamentare Fascista. Il termine rappresenta il soprannome dato al famoso personaggio storico Giovan Battista Perasso, il giovane che iniziò l’insurrezione Genovese del 1746 contro gli occupanti Austriaci lanciando una pietra. Nonostante a Genova si usi il termine balilla con il significato di ragazzo (Ing. boy), si pensa che derivi dalla dialettizzazione del secondo dome di Perasso, ovvero Battista.)
Le antiche tradizioni si mischiavano felicemente ai nuovi costumi, e donne con enormi ceste di uova in bilico sulla testa incedevano inseguite da stuoli di bambini vestiti da balilla, che andavano all’adunanza in piazza.
(The ancient traditions mixed happily with the new customs, and women with enormous baskets of eggs balanced on their heads walked solemnly followed by swarms of children dressed as Balilla, who were going to the assembly in the piazza.)

centurione (Italianizzazione del Latino centurio (Ing. centurion), usato nell’antica Roma per descrivere il comandante della centuria)
Pare che lui, Emanuele, fosse un centurione della milizia portuaria, sapete, questa cosa dei fascisti che sta al porto e si occupa del movimento delle merci e del controllo della pesca.
(It seems that he, Emanuele, was a centurion of the port militia, you know, this thing of the Fascists that’s at the port and deals with the movement of goods and the control of fishing.)

Per mano mia è fuori da questo mondo (e non mi riferisco solo alle capacità paranormali del Commissario Ricciardi). Sia in termini di linguaggio che di storia, questo non si tratta di un tipico romanzo criminale. La prosa dell’autore è d’interesse non solo per il dialetto storico, la terminologia Fascista e i regionalismi descritti sopra, ma anche per la sua qualità inaspettatamente raffinata, a momenti lirica. La storia di per se è alquanto sorprendente per la sua umanità. L’abilità che ha il Commissario Ricciardi di rapportarsi con vivi e morti e la sua profonda empatia per coloro che soffrono, sottolineano la spesso tragica ingiustizia della vita, come fanno i vari intrecci secondari del romanzo. Chiaramente de Giovanni eleva la storia noir a nuovi livelli, culturali e soprannaturali, ovviamente.

Nota: Se siete ossessionati dal Natale (come mia madre), dovete assolutamente leggere questo libro per le dettagliate descrizioni di storia, simbolismo e apparenza del tradizionale presepe Napoletano. Praticamente non si limita a Gesù, Maria e Giuseppe nella stalla. Tutta la storia di Betlemme viene rappresentata, da Re Erode al mio preferito: il vinaio (winemaker) del paese, Cicci Bacco.

In Traduzione: Se tutto questo parlar di Natale ha svegliato il vostro spirito Natalizio, ecco qualcosa da festeggiare: la serie del Commissario Ricciardi è stata tradotta in Tedesco, Francese e Spagnolo, e la traduzione Inglese è quasi completa! Europa Editions ha comprato i diritti per Per mano mia, dunque una traduzione dovrebbe arrivare nel 2014. Nel frattempo, potete leggere il primo romanzo della serie intitolato I Will Have Vengeance: The Winter of Commissario Ricciardi, che fu tradotto dalla favolosa Anne Milano Appel.

Su Facebook: Altre notizie festive, Maurizio de Giovanni non ha una ma due pagine Facebook! Una è sua personale, l’altra è del Fan Club officiale. Dopo aver letto questo libro non ho alcun dubbio che vi ci aggregherete.

In Televisione: Il miglior regalo di Natale anticipato che abbia ricevuto quest’anno è la notizia che l’attore Italiano Riccardo Scamarcio e la sua compagna Valeria Golino hanno comprato i diritti per Per mano mia. A quanto pare non ne ricaveranno un film ma bensì una serie. Non vedo l’ora di vedere il tormentato (e tormentante) crimine in televisione!

Nota personale: Mi sento immensamente indebitata all’autore per la sua enorme generosità e il suo professionalismo, e ad Anne Milano Appel per avermi gentilmente messa in contatto con lui. Siate certi di leggere la mia intervista a de Giovanni, e sicuramente date un’occhiata alla sua foto. Non sembra proprio che sia nato per scrivere romanzi gialli?!


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