Non avevo capito niente

Diego De Silva (n. 1964, Napoli) è uno scrittore, giornalista e sceneggiatore che tratta temi politici e sociali pertinenti alla sua Napoli nativa, prestando particolare attenzioni agli effetti distruttivi della Camorra. Ad oggi autore di sette romanzi, De Silva è famoso per il suo personaggio Vincenzo Malinconico, un delizioso e pigro avvocato quarantaduenne che ha fatto il suo debutto nel romanzo del 2007 Non avevo capito niente (I Hadn’t Understood) (Einaudi). Il romanzo, che ha vinto il premio fiction Napoletano ed era tra i finalisti per il premio Strega, continua ad apparire sugli elenchi best seller e sta rapidamente diventando un classico.

Non avevo capito niente è un esilarante assaggio di vita di Vincenzo Malinconico, raccontato principalmente da Vincenzo stesso. Vincenzo, il cui cognome ha un significato decisamente azzeccato, è praticamente privo di clienti. Riempie quindi le sue giornate fingendo di lavorare, sprecando tempo con i colleghi eccentrici, mangiando clandestinamente al Burger King dell’aeroporto con la figlia leggermente sovrappeso, cercando di instaurare un rapporto con il figlio adolescente, introverso ed ossessionato dal crimine e, infine, immaginando il giorno in cui la ex moglie (psicologa e infedele) lo scongiuri di tornare assieme. Tutto ciò cambia drasticamente nel giorno dei “due miracoli”, quando gli viene assegnato il caso di Mimmo ‘o Burzone (Ital. Mimmo il Borsone, Ing. Mimmo the Money Bag), un macellaio della Camorra, e quando Alessandra Persiano, nonchè il più bell’avvocato di Napoli, gli lascia il numero di cellulare…

Il successo di Non avevo capito niente è da attribuire sia al contenuto bizzarro che al linguaggio affascinante di Vincenzo. Come spiega egli stesso nel romanzo, è affetto da un “disturbo morfosintattico (morphosyntatic impairment)” che gli impedisce di controllare la struttura delle sue frasi (in breve, tende a divagare e partire per una tangente). A discapito della sua Napoletanaggine, Vincenzo non mormora nemmeno una parola in dialetto (ma è svelto ad esprimere giudizio su coloro che lo fanno). Si esprime invece in un Italiano neostandard, ricco di colloquialismi e anglicanismi.

NOMI in -aggine e -ata
Un aspetto interessante dei romanzi in Italiano neostandard è l’uso dei prefissi e dei suffissi nella creazione dei nomi. Suffissi comuni sono -aggine, equivalente all’inglese -ness, e -ata. Vincenzo è particolarmente affezionato a questi nomi.

coglionaggine (coglione + -aggine = testicle or ball + -ness, cioè brainlessness)
Rimango lì a contare le pecore della mia coglionaggine mentre la guardo accelerare la manovra di sgombero, esitare, fermarsi sulla soglia, chinare la testa colpita da un improvviso attacco di pena o giù di lì, parlarmi di nuovo, rimanendo di spalle però.
(I stand there counting the sheep of my own brainlessness as I watch her speed up the maneuvers involved in getting ready to leave, hesitate, stop in the threshold, bow her head in the throes of a sudden attack of misgivings or something worse, and speak to me again, but with her back to me.)

neocafonaggine (neo- + cafone + -aggine = neo- + boor + -ness, cioè neoboorishness)
Detesto la neocafonaggine telefonica, che con l’avvento del cellulare ha invertito le posizioni di chi chiama e chi risponde.
(I detest the telephonic neoboorishness that, with the advent of the cell phone, has reversed the roles of caller and callee.)

cazzata (cazzo + -ata = dick + -ata, cioè bullshit)
Mi rendo conto che sto dicendo una cazzata, e allora tento di recuperare.
(I realize that I’m spewing bullshit, and so I try to make up for it.)

puttanata (puttana + -ata = whore + -ata, cioè fuck-up)
A quel punto, mi rendo conto della puttanata che ho fatto, ma rimango coerente.
(At that point, I realize the fuck-up I’ve committed, but I stay cool.)

ADVERBS in -issimo
In Italiano il superlativo assoluto si crea con il suffisso -issimo, corrispondente a “extremely” in Inglese. Tipicamente si forma con aggettivi e avverbi in Italiano standard, ma può essere formato anche con nomi in Italiano neostandard, come evidenziato dall’uso di “stronzissima” di Vincenzo.

sputtanatissimo (sputtanato [derived from puttana, or whore] + -issimo = worn out + extremely, cioè ultratrite)
Tricarico sembra piuttosto attratto dal poster del bacio all’Hotel de Ville di Robert Doisneau, che personalmente trovo sputtanatissimo.
(Tricarico seems rather attracted to the poster of Robert Doisneau’s “Kiss by the Hotel de Ville,” which I personally find ultratrite.)

stronzissima (stronzo + -issima = asshole + extremely, cioè mean-ass)
Ma qui non sono ammesse transazioni: è una stronzissima giungla, hai capito, si vince o si perde, e non è che puoi cavartela coi discorsi equilibrati.
(But we’re not talking about transactions here: It’s a mean-ass jungle, you understand? You win or you lose, and it’s not like you can work things out with a nice discussion.)

VERBS in -are
Gli anglicismi sono un altro aspetto comune dell’Italiano neostandard. Vincenzo usa parecchi verbi derivati da nomi e verbi Inglesi. E` interessante come un nuovo verbo venga tipicamente creato con l’aggiunta di -are, come dimostrato negli esempi sottoelencati.

snobbi (from snobbare, derived from the English noun snob, cioè to turn up one’s nose)
Una volta tanto che ti capita una causa vera che fai, la snobbi?
(For once you get a real case, and what do you do? You turn up your nose at it?)

dribbla (from dribblare, derivato dal verbo Inglese to dribble, cioè to sidestep)
La patanona mi dribbla tranquilla e sale, per niente scossa, sul treno.
(The hottie calmly sidesteps me and boards the train, not at all shaken.)

flirtato (from flirtare, derivato dal verbo Inglese to flirt)
D’accordo: il Borsone esce di galera contro ogni aspettativa, io ho fatto un figurone, il Gip ha flirtato con me per tutta l’udienza, eppure qualcosa non mi convince.
(Okay: Borsone gets out of jail against all odds, I look like a real genius, the preliminary judge flirted with me for the whole hearing, and yet something doesn’t add up.)

Commenti di conclusione: Se vi incuiriosisce la mentalità Italo-Napoletana, Non avevo capito niente è il libro che fa per voi. Le osservazioni distratte di Vincenzo su vita, musica, relazioni, il sistema giuridico Italiano, la Camorra e molto altro, offrono una prospettiva interessante sull’Italia e la Napoli contemporanea, oltre a una lettura vivace e spesso commovente.

In Traduzione: A Febbraio di quest anno la Europa Editions ha pubblicato la superba traduzione Inglese di Antony Shugaar di Non avevo capito niente, con il titolo I Hadn’t Understood. Se avete interesse per il libro o le traduzioni letterarie in generale, vi invito a leggere l’intervista con Shugaar su Publishing the World, in cui paragona il romanzo ad un’arancia.

Su Internet: Nonostante ci siano una miriade di fan page per De Silva su Facebook, l’autore non ne ha una personale, e le informazioni su internet sono scarse al di fuori di Wikipedia. Troverete però parecchi siti che elencano citazioni spiritose di Vincenzo, tratte dai suoi vari romanzi. Date un’occhiata a Wikiquote per le perle di saggezza di Vincenzo tratte da Non avevo capito niente.

Nota: Se siete fan di Vincenzo quanto lo sono io, sarete felici di sapere che il suo personaggio è presente in altri due romanzi: Mia suocera beve (My Mother-in-Law Drinks) (Einaudi, 2010) e Sono contrario alle emozioni (I’m Against Emotions) (Einaudi, 2011). Come non innamorarsi di questi titoli!


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