The Little Pink Book Donne in viaggio

Donne_in_viaggioApprofittando delle vacanze estive dietro l’angolo, ho deciso di riflettere sul vocabolario che usano gli italiani quando parlano di viaggi. Ho deciso dunque di analizzare il linguaggio che usa Chiara Meriani nel suo The Little Pink Book Donne in viaggio (The Little Pink Book: Women on a Trip) (Astrea, 2011), un simpatico libretto tascabile che ho scoperto durante una vacanza a Roma, presso la Feltrinelli di Largo di Torre Argentina. Come indica il titolo, quello che io chiamo “travel Italian,” cioè la lingua italiana del viaggio, è pieno zeppo di inglese.

Se non conoscete la versione italiana della serie The Little Book, ce ne sono di vari colori e trattano tutti temi diversi. I Little Pink Book trattano temi di interesse principalmente femminile (di ogni genere: viaggi, amore, intimo…). Altri libri della serie includono The Little Blue Book (sport), The Little Green Book (piante), The Little Red Book (Natale) e The Little Black Book (mi dispiace ragazze, ma qui non troverete il numero di telefono di qualche belloccio italiano, bensi solo cibo).

The Little Pink Book Donne in Viaggio è una lettura divertente. Ho apprezzato il lessico relativo a indumenti e prodotti, come ad esempio “il total black“, che a quanto pare si riferisce all’abbigliamento completamente nero e “doposole (after sun [lotion]).” Mi e’ piaciuta anche la storia del viaggio al femminile e i riferimenti fatti a fenomeni culturali che riflettono il desiderio degli americani di andare all’estero dopo la seconda guerra mondiale, come il film Vacanze Romane (Roman Holidays) e il “mito della Dolce Vita (myth of the Sweet Life)”.

In termini di linguaggio, l’italiano in The Little Pink Book Donne in Viaggio è piacevolmente contemporaneo e facile da leggere, grazie in parte a tutto l’inglese! Come annoto nella mia conclusione, tuttavia, ci sono parti assolutamente incomprensibili. Questo è esilarante in quanto sia frutto dell’uso errato o enigmatico della lingua inglese (leggete la conclusione di seguito).

TIPI DI VIAGGIATRICI (INGLESE)
la viaggiatrice no limits (the no-limits traveller)
La viaggiatrice no limits non si fa intimidire dalla moda e nemmeno da dislivelli paurosi, fiumi e rapide, caldo insopportabile e animaletti di tutti i generi e di tutte le taglie.
(The no-limits traveller doesn’t get intimidated by fashion and not even by scary slopes, rivers and rapids, unbearable heat and animals of all types and sizes.)

la viaggiatrice eco-chic (the eco-chic traveller)
Alla viaggiatrice eco-chic la paventata fine del petrolio non fa paura: sul “suo” atollo preferito ci arriva in barca a vela, con lo skipper personale.
(To the eco-chic traveller, the feared end of petroleum isn’t scary: she arrives on “her” favorite atoll in a sailboat with a personal skipper.)

ABBIGLIAMENTO (INGLESE)
gli abiti cult della stagione (the cult clothes of the season) /
gli accessori must (the must-have accessories)
Nella sua valigia non mancano mai gli abiti cult della stagione e tutti gli accessori must.
(In her suitcase, the cult clothes of the season and all the must-have accessories are never lacking.)

PRODOTTI (INGLESE)
shampoo-balsamo antisole e sale (anti sun and sea salt shampoo-conditioner) /
profumi alcoolfree-aftersun (alcohol-free after sun sprays)
Scegliete prodotti multiuso: shampoo-balsamo antisole e sale tutto in uno, cosmetici salvaspazio e profumi alcoolfree-aftersun.
(Choose multiuse products: all-in-one anti sun and sea salt shampoo-conditioner, space-saving cosmetics and alchohol-free after sun sprays.)

VOLI (INGLESE)
tariffe dell’overweight (overweight [baggage] fees) /
volo low cost (low cost flight)
Pesate il bagaglio a casa per non incorrere nelle tariffe dell’overweight, che può azzerare il vantaggio di un volo low cost.
(Weigh the baggage at home to avoid the overweight fee, which can cancel out the advantage of a low cost flight.)

AEREOPORTO (INGLESE)
il check in (the check in)
Per rendere la valigia facilmente riconoscibile (e recuperabile in caso di smarrimento) scrivete i vostri dati sull’etichetta fornita al check in, ma anche sulla valigia stessa.
(To make the suitcase easily recognizable (and recoverable in case of loss) write your information on the label provided at check in, but also on the suitcase itself.)

il metal detector (the metal detector)
Per passare al primo colpo senza che si attivi il beep del metal detector, non indossate oggetti metallici come cinture con fibbia, catenine, bracialetti e così via.
(To pass the first step without activating the beep of the metal detector, don’t wear metal objects like belts with buckles, chains, bracelets and so on.)

DESTINAZIONI (INGLESE)
woman friendly [accomodazioni]
Esistono alberghi e B&B che si distinguono grazie all’accoglienza woman friendly.
There exist hotels and B&B that distinguish themselves thanks to their woman-friendly welcome.

una beauty farm (a spa)
Lasciate a casa la maschera al cetriolo che non avrete mai tempo di fare (a meno che non andiate in un beauty farm).
Leave the cucumber mask that you’ll never have time to do at home (unless you’re going to a spa).

Conclusione: Come illustra perfettamente The Little Pink Book Donne in Viaggio, gli italiani usano un sacco di inglese per parlare di viaggi. Ma questo inglese non è sempre corretto. Ad esempio, i viaggiatori possono godere di “una settimana di sole, mare e relax (a week of sun, sea and relax).”

L’inglese a volte e’ riconoscibile per i madrelingua inglese, ma tuttavia incomprensibile. Uno dei miei esempi preferiti è un riferimento fatto ai viaggiatori che cercano “no-real travel.” Che cosa è il viaggio “no-real“? Un viaggio virtuale?

La mia frase inglese incomprensibile preferita del libro istruisce la viaggiatrice italiana a chiedere di cambiare posto se si ritrova seduta accanto a “un americano stile (e taglia) Big Mac (a Big-Mac style [and size] American man).” Capisco che un “uomo americano taglia Big-Mac” si riferisce a un uomo sovrappeso, ma in cosa consiste lo “stile Big-Mac“? Si tratta di uomo che ama i Big Mac? Di un Texano? Cosa?


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