Pista nera

Antonio_Manzini-Pista_neraAntonio Manzini (nato a Roma, 1964) è un uomo multi-talentuoso. È infatti attore, sceneggiatore, regista e, fortunatamente per noi lettori, autore. Ad oggi ha scritto tre racconti brevi, di cui uno co-scritto con Niccolò Ammaniti; oltre ai romanzi Sangue marcio (Bad Blood) (Fazi, 2005) e La giostra dei criceti (The Joust of the Hamsters) (Einaudi, 2007). Il suo ultimo romanzo, Pista nera (Black Run) (Sellerio, 2013), è una rivisitazione anti-convenzionale del giallo regionale (regional mystery) ambientata in Valle d’Aosta.

Nelle prime pagine di Pista Nera viene scoperto un cadavere sepolto tra due piste da sci sopra il paese di Champoluc. Vicequestore (Deputy Prefect) Rocco Schiavone, un poliziotto ombroso in trasferta ad Aosta dalla sua natia Roma come punizione per un’infrazione ignota, è chiamato a indagare. Utilizzando metodi spesso illeciti, Schiavone scopre in fretta che ci sono tre possibili moventi: una vendetta mafiosa, un omicidio per soldi o un delitto passionale. Per i ricchi cittadini (per la maggior parte imparentati), il delitto è impensabile in questa incontaminata ed elegante località turistica. Ma, come suggerisce il titolo del romanzo, l’oscurità si annida anche nelle bianche meraviglie invernali.

Viste le origini romane di Schiavone, quelle siciliane della vittima Leone Miccichè e la vicinanza della Val d’Aosta a Francia e Svizzera, il tema nord-centro-sud pervade Pista Nera. Di conseguenza Manzini incorpora abilmente sia dialetto che lingue regionali italiane ed estere ai contesti citati. L’autore fa anche uso di divertenti tecniche linguistiche letterarie per creare l’atmosfera del romanzo. E non è tutto: c’è anche un mantra indù (che vi lascio come indizio da scoprire).

ITALIANO REGIONALE DELLA VAL D’AOSTA

Il dialetto della Val d’Aosta, noto come valdostano (Ing. Val d’Aostan), in francese patois Valdôtain e in valdostano patoué Valdotèn, è una varietà dialettale del franco-provenzale. Il valdostano è parlato principalmente nel centro della Val d’Aosta ed è una delle tre lingue gallo-romanze parlate in questa regione (le altre sono occitano nel sud e francese nel nord).

Il valdostano si è mescolato con l’italiano producendo una varietà regionale della lingua chiamata italiano regionale della Val d’Aosta. In termini di lessico, l’italiano regionale comprende termini come insulate (Ital. isolate; Ing. insulated) che sembrano italiani ma sono identificati come regionali dai madrelingua italiani. L’italiano regionale comprende anche termini italiani standard o neostandard che hanno un significato diverso a seconda della regione, nonché nomi di piatti regionali e bevande. Di seguito sono riportati alcuni esempi interessanti di italiano regionale della Val d’Aosta tratti da Pista Nera.

PERSONE E COSE

gattisti (Ing. snow groomers)

Aveva infilato le cuffiette dell’iPod con i successi di Ligabue e s’era acceso la canna che gli aveva regalato Luigi Bionaz, il capo dei gattisti, il suo amico più caro.

(He had slipped on the iPad earphones with Ligabue’s hits and had lit the joint that his best friend Luigi Bionaz, the head of the snow groomers, had given to him.)

rifugio (Ital. baita; Fr. chalet; Ing. ski lodge)

Aveva un rifugio, uno chalet su a Cuneaz, sulle piste di Champoluc insieme a sua moglie, Luisa Pec, anni 32, che somiglia un po’ a Greta Scacchi.

(He had a ski lodge, a chalet up in Cuneaz, on the Champoluc trails together with his wife, Luisa Pec, 32 years old, who looks a bit like Greta Scacchi.)

ciaspole (Ital. racchette da neve; Ing. snowshoes)

Ma d’inverno per arrivarci ci vogliono le ciaspole.

(But in the winter to get there you need snowshoes.)

CIBO E BEVANDE

raclette (Ital. formaggio raschiato; Ing. letterale: scraped cheese; ovvero fontina grattugiata e sciolta, servita con carciofini, olive e fette di salame)

Per cena ti avevo preparato la raclette.

(For dinner I made you raclette.)

grappa al ginepro (Ing. juniper-flavored grappa)

La padrona tornò con una bottiglia di grappa al ginepro e due bicchieri.

(The proprietor returned with a bottle of juniper-flavored grappa and two glasses.)

ITALIANO REGIONALE DELLA SICILIA

Grazie al fratello della vittima, Domenico Miccichè, anche l’italiano regionale siciliano fa una comparsa in Pista Nera.

dammuso (Sic. dammusu, dall’Arabo dammus; Ital. volta; Ing. vault, una piccolo abitazione di pietra)

Un maso da ristrutturare vicino Erice e un dammuso a Pantelleria.

(A farm to renovate near Erice and a dammuso in Pantelleria.)

FRANCESE

Visto che la Val d’Aosta è confinante con Francia e Svizzera, l’italiano regionale contiene spesso prestiti lessicali francesi.

rascard (reg. Ital. rascana; una casa di legno usata nella regione per conservare fieno e mangime)

“Che bella casa!” esclamò Pierron. “È un rascard.”

(“What a beautiful house!” Pierron exclaimed. “It’s a rascard.”)

vin brulé (Ital. vino bruciato; Ing. burned wine, vino caldo e speziato)

Fuori c’era un banchetto che vendeva vin brulé e un paio di loro con le giacche a vento rosse, i visi bruciati dal sole, gli scarponi coi ganci ancora ai piedi, scherzavano ridevano e bevevano il liquore insieme a degli inglesi.

(Outside there was a stand that was selling vin brulé, and a few of them with red windbreakers, faces burned by the sun, ski boots with clips still on their feet, were joking, laughing and drinking the alcohol together with some Englishmen.)

ROMANESCO

Uno dei dialetti più cool del pianeta, ovvero il dialetto di Roma, il romanesco, dona sapore ai discorsi di Schiavone e l’amico Sebastiano Cecchetti.

gabbio (Ital. prigione; Ing. prison)

Ti fai un bel po’ di anni al gabbio, lo sai?

(You’ll do a good bit of time in prison, you know?)

UNIVERBAZIONE

Scrivere un’intera frase come singola parola è il mio dispositivo linguistico letterario preferito. Soprattutto quando si tratta di parolacce, è come se scivolassero via dalla lingua (e lo fanno).

ecchecazzo (Ing. letterale and what dick inteso come what the fuck meglio tradotto in questo caso come for Christ’s sake)

Lassù c’è un cadavere, un po’ di rispetto, ecchecazzo!

(There’s a cadaver down there. A bit of respect, for Christ’s sake!)

APPROSSIMAZIONE

Apprezzo anche quando gli autori scrivono parole straniere come sarebbero scritte in italiano. È adorabile, anzi, visto il contesto misterioso di Pista Nera, intrigante!

aski (Ing. husky)

La prima cosa che colpiva erano gli occhi, di un azzurro così chiaro da sembrare quello dei cani da slitta, gli aski.

(The first thing that struck him were the eyes, a blue so clear that it seemed like that of sled dogs, the huskies.)

Osservazioni conclusive: Se pensate di conoscere i gialli regionali (come quelli del grande Andrea Camilleri, di cui Manzini era studente presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica), ripensateci. Pista nera è piena di sorprese, dal corrotto vicequestore Schiavone agli inaspettati colpi di scena. Questo libro è una corsa sfrenata, e non a causa delle motoslitte.

Nota: L’ambientazione e il contesto di questo romanzo consentono l’uso di alcune interessanti parole italiane standard e neostandard. Ad esempio ci sono un sacco di termini legati alla neve e ai paesaggi della regione che non si trovano tipicamente nella letteratura (non avevo idea che le snow grooming machines si chiamassero gatti delle nevi, o snow cats). Ho imparato molto anche dalle parole che la moglie di Schiavone, Marina, cercava nel dizionario come un rituale quotidiano (trattandosi chiaramente di un genio).

In Traduzione: Data la qualità e l’originalità di Pista nera, sono imminenti le versioni tradotte in Francia, Germania, Grecia, Olanda, Spagna e Stati Uniti (a cura del prestigioso Harper Collins in aprile del 2015). Ve lo dico, questo libro potrebbe facilmente diventare un bestseller internazionale.

Su Internet: Antonio Manzini non ha un sito web ma ha una pagina Facebook. Date anche un’occhiata alla sua pagina di IMDb (ha recitato in film fenomenali e in alcuni dei miei programmi televisivi italiani preferiti!).

Nota Personale: Sono estremamente grata a Antonio Manzini per avermi gentilmente rilasciato un’intervista. Stay tuned!


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