L’almanacco del delitto

Lalmanacco_del_delittoL’almanacco del delitto (The Crime Almanac) (Sellerio, 1990, 1996) è un’antologia di 21 racconti tratti da “Il Cerchio Verde (The Green Circle)”, un settimanale creato da Arnoldo Mondadori nel 1935 dedicato ai romanzi polizieschi sia italiani che internazionali. Questi racconti presentano una prospettiva affascinante alla maniera in cui gli autori italiani – sia uomini che donne – hanno adattato il genere hard boiled, reso famoso da artisti del calibro di Raymond Chandler, Dashiell Hammett e Agatha Christie, al contesto italiano.

CENSURA FASCISTA
Nonostante la popolarità de “Il Cerchio Verde”, Mondadori ne interruppe la pubblicazione il 17 giugno 1937 a causa in parte delle pressioni da parte del ministero fascista della Cultura Popolare (Minculpop). Quell’anno Minculpop pose delle restrizioni sul genere giallo, imponendo che “l’assassino non fosse assolutamente italiano e che non sfuggisse alla giustizia in alcun modo” oltre a vietare del tutto la rappresentazione del suicidio. Miniculpop continuò a stringere le maniglie della censura dei gialli fino a vietare completamente il genere e a ordinare la chiusura del dipartimento della Mondadori che se ne occupava, a seguito di una reale rapina che il Ministero teorizzò fu ispirata da un romanzo giallo.

AUTORI HARD BOILED IN ITALIA
Nella nota del testo, i redattori dell’Almanacco del delitto Gisella Padovani e Rita Vedirame spiegano di aver selezionato “i racconti più gradevoli e ancor oggi appetibili (the most pleasing and still today appetizing stories) presenti in “Il Cerchio Verde”. Gli autori includono Luigi Antonelli (n. Ascoli, 1882), giornalista futurista e critico teatrale Eugenia Consolo, poetessa veneta e suocera dell’amante di Benito Mussolini, Margarita Sarfatti e Tito Antonio Spagnol (n. Vittorio Veneto, 1895), scrittore, giornalista e sceneggiatore riconosciuto a livello internazionale che lavorò con Frank Capra.

LINGUAGGIO HARD BOILED ITALIANO
Rispetto al linguaggio dei racconti, vale la pena sottolineare che gli autori hard boiled italiani non erano esattamente in grado di riprodurre il gergo di strada tipico del genere inglese. Parole come “dick”, “dame”, “goons”, “hooch” e “hoosegow” erano difficili se non impossibili da tradurre. Ma come dichiarano gli editori stessi, le storie di “Il Cerchio Verde” sono chiaramente contrassegnate dalla “patina linguistica dell’epoca (linguistic patina of the epoch).” Di seguito alcuni tra gli esempi lessicali più interessanti tratti da questi esempi di narrativa poliziesca italiana anni 30.

ANGLICISMI
milady
Devo pregarvi, milady, di volermi mostrare le due collane…
(I must beg you, milady, to be willing to show me the two necklaces…)

speakeary (variante vecchio stile di speakeasy)
Le ore passavano lente e tormentose nel nascondiglio sotterraneo dello speakeary di Pat Sullivan, dove il grosso Ned e i campagni si erano rifugiati dopo l’avventura della notte.
(The hours passed slowly and tormentingly in the underground hiding place of Pat Sullivan’s speakeary, where Big Ned and his companions had sought refuge after the night’s adventure.)

ARCAISMI
ischerzo (Ital. contemporaneo: scherzo; Ing. joke)
E perciò in quindici anni, molti sostituti e molte dattilografe erano passate nell’ufficio, ma Giovanni, “il giovane di studio,” era sempre là facendo per ischerzo la “faccia feroce.”
(And so in fifteen years, many temps and many typists had passed through the office, but Giovanni, “the young man of the study,” was always there making a “ferocious face” as a joke.)

lagrime (Ital. contemporaneo: lacrime; Ing. tears)
Uno spazio vuoto con traccia di lagrime e, in fondo al foglio, a caratteri fermi, si legge: “È l’ora…”.
(An empty space with a trace of tears and, at the bottom of the sheet, in firm letters, one could read: “It’s time…”.)

PRESTITI
sciampagna (italianizzazione del francese: champagne)
I leggendarii fiumi di sciampagna erano corsi davvero, perché a un certo momento Vialin era andato a finire sotto la tavola del buffet rovesciandola e facendo ruzzolare tutto quel che c’era sopra e parecchie bottiglie si erano rotte.
(The legendary rivers of champagne had run indeed, because at a certain moment Vialin had gone and ended up under the buffet table, overturning it and knocking off everything there was on top, and many bottles had broken.)

gabardino (Ing. garbardine)
Dalla vettura scese un signore di mezza età, in gabardino e lobbia: vide subito dei baffi grossi e un mezzo toscano acceso.
(A middle-aged man, in gabardine and a homburg, descended from the car: he immediately saw some big whiskers and a lit half-Tuscan cigar.)

DIALETTO (Milanese)
matt (Ital. matto; Ing. crazy)
straved (Ital. visionario; Ing. visonary)
Luigi Berton si precipitò fuori brontolando: —Ma lü l’è matt! Ma lü… lü el straved…!!
(Luigi Berton hurried out, grumbling: —He’s crazy! He… he’s a visionary…!!)

REGIONALISMO
allea (termine nord italiano che significa viale; Ing. avenue o boulevard)
La roggia dell’allea si trovava all’opposto della piazza del Municipio.
(The avenue’s irrigation ditch was located opposite the Piazza del Municipio.)

TERMINE TECNICO
coltella (Ital. contemporaneous coltello; Ing. knife)
Ma il tempo non doveva distruggere quelle due cose ancora fresche, pure e belle e dolci: e allora avete preso una coltella in cucina…
(But time wasn’t supposed to destroy those two still fresh, pure and beautiful and sweet things: and so you took a knife in the kitchen…)

OSSERVAZIONI CONCLUSIVE
Come promesso, parecchi dei misteri dell’Almanacco del delitto sono accattivanti anche per gli standard odierni. Ma il vero fascino di questi racconti sta nel loro valore storico-sociale. Innanzi tutto servono come prove letterarie che dimostrano come i giallisti italiani lavorarono all’interno dei parametri stabiliti dalla censura fascista. Inoltre queste storie fanno da testamento alle aspettative dei lettori italiani del periodo. Come indicato nell’epilogo all’antologia di Verdirame, i misteri italiani de “Il Cerchio Verde” non sono pura narrativa poliziesca, ma contengono invece elementi di “giallo-nero-rosa” (che indica sia i colori della copertina che dei generi mistero, horror e romantico, rispettivamente). Il risultato non è affatto prevedibile, che è esattamente ciò che si cerca quando si legge un romanzo giallo.

Nota: Se siete interessati al genere poliziesco Italiano anni ’30, il mio post su Il candeliere a sette fiamme (The Candelabrum with Seven Flames) di Augusto De Angelis, il padre del giallo (mystery novel) italiano, è da non perdere (Mondadori, 1936, Feltrinelli, 1963, Garzanti, 1973; Sellerio, 2005). Siate anche sicuri di leggere la mia intervista con Luca Somigli, professore dell’Università di Toronto, su De Angelis e il suo lavoro.

In Traduzione: L’Almanacco del delitto non è stato tradotto in inglese, il che è un peccato perché queste storie sono un’avventura davvero intrigante per il lettore. Qui troverete intrecci d’amore, parti del corpo amputate e persino un gatto nero omicida in località esotiche come l’Africa, l’Egitto e l’Oriente. D’altro canto, è davvero divertente vedere personaggi di nome Alex Dean, Van Röder, e Casimir parlare un italiano così perfetto.


Commenti

L’almanacco del delitto — 2 commenti

  1. Thank you for yet another fascinating post Traci! I only wish I had known about this book when I was desperately (and in the end frantically) searching for a text for my MA dissertation! This was exactly the sort of thing I was looking for! This is now on my ‘must-read’ list, as it really is right up my street 🙂 ! Thanks Traci!

    By the way, how do you feel about the use of anglicisms such as ‘milady’ in, for example, Italian books? I always feel that it brings in too many connotations of (in my case) British aristocracy from the 30s etc, such as you might find in Downton Abbey, for example, so it always strikes a false note to me…Not sure what a good replacement would be, but…?

    • Grazie, Vanessa! Actually, from a linguistic standpoint, there would not have been enough in this book for your MA dissertation. The editors admit that they removed some of the more old-fashioned language because they felt it would have been annoying to the contemporary Italian reader. What was interesting to me was that they listed some of the terms they decided to keep. So, I featured a lot of the terms they specifically mentioned.

      As for the use of anglicisms like “milady,” I don’t think they work in most cases. In this instance, however, the author had to make it clear that the characters and the setting were not Italian to satisfy Fascist censors (remember, after 1937, Minculpop decreed that mystery novels could not depict a crime set in Italy or a criminal who was Italian). I do like to see anglicisms, however, when they’re a reflection of how Italians actually speak.

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