Nicky Persico

Nicky_PersicoNicky Persico (n. 1964, Bari) è avvocato, giornalista e scrittore. Grazie alla spinta della scrittrice Lara Cardella, Persico ha pubblicato il suo primo racconto, “Stellina (Starlet)”, nel 2010. Il suo ultimo lavoro è un intrigante “smart thriller” trattante il tema dello stalking, intitolato Spaghetti paradiso (Spaghetti Paradise) (Aliante, 201; Baldini & Castoldi, 2013).

Questo mese ho avuto il piacere di intervistare Persico su alcuni aspetti linguistici e artistici interessanti di Spaghetti paradiso, e sui suoi piani futuri per il suo affascinante protagonista Alessandro Flachi.

Qual è stata l’ispirazione per Spaghetti Paradiso? Ha avuto a che fare con la vostra professione di avvocato per le vittime di abusi domestici, o è stato qualcos’altro?

Mi sono imbattuto in casi di questo tipo sin da quando ho iniziato la professione. Moltissimi anni fa c’era una percezione molto minore di questo fenomeno rispetto ad ora. Con gli anni ho iniziato ad approvvigionarmi di strumenti di conoscenza, ed ovvero testi di autori specializzati. Nel libro, infatti, cito quelli che più hanno contribuito utilmente alla mia percezione dei meccanismi del fenomeno,e nelle ultime pagine ho indicato quelli che a mio avviso possono fornire un approfondimento efficace a chi desideri approfondire il tema. Negli anni, quindi, mi sono avvicinato sempre più al tema della violenza psicologica, che costituisce il vero ‘nemico invisibile’ da sconfiggere e che fa da substrato nella maggioranza dei casi di stalking, cercando di avere un approccio mirato alla utilità pratica della conoscenza. In qualche modo, ho fatto lo stesso percorso dell’interprete del romanzo, il praticante avvocato Alessandro Flachi. Un giorno, poi, ho provato a raccontare questo fenomeno partendo proprio da chi, inconsapevolmente, è ignaro della materia. La formula, a quanto pare, è stata efficace. Contemporaneamente si è rivelata una vena narrativa che nemmeno io sapevo di possedere, e tutto il resto è venuto da sé.

Sul tema della violenza domestica, Alessandro dice che preferisce il termine “manipolazione (manipulation)” al termine stalking. Come mai questa distinzione?

Quando si parla di stalking si tende a immaginare solo la parte più visibile di questo odioso fenomeno: sms insistenti, ad esempio, oppure pedinamenti o telefonate ossessive. Credo che questo allontani dal vero problema, che invece è molto più occulto e subdolo. Usando il termine ‘manipolazione’ si aiuta l’interlocutore a porsi in maniera più critica, e quindi a considerare che ci sono cose che non conosce e che forse occorre osservare meglio. Non è facile, ad esempio, comprendere il perché le vittime lamentino una vita d’inferno e poi, magari, siano riluttanti nel denunciare. Ecco: se non si prende in considerazione che la vittima sia in uno stato psicologico alterato, si tenderà anche a pensare che le cose non stiano come dice, in quanto una persona normale reagirebbe con determinazione. La ragione della fragilità psicologica della vittima sta appunto in una dolosa deturpazione del suo equilibrio, indotta scientemente attraverso la manipolazione. Io credo che chiamarla con il suo nome renda meglio l’idea di quale sia il problema che abbiamo di fronte.

Fa un uso molto interessante della lingua regionale in Spaghetti paradiso, alcuni esempi presenti nel testo sono: “quattrofacce”, “vilacchione”, “sparamimpetto” e “fafueco”. Che tipo di legame ha con la lingua della sua Bari nativa?

Io la uso frequentemente, quando sono con persone amiche ed in contesti informali, perché ha un potere descrittivo molto efficace, come racconto nel libro per alcuni termini. Il dialetto in generale è un linguaggio vero e proprio, in alcuni passaggi, e il barese non fa eccezione. Alcuni termini o una certa fraseologia sono un prezioso patrimonio, che andrebbe valorizzato e a volte recuperato. E poi, per ognuno di noi, certe frasi sono parte non solo del linguaggio, ma anche del pensiero. Alcune parole dialettali hanno una energia tutta loro, molto più potente del corrispondente termine in lingua. Ed anche il suono, la pronuncia e talvolta una gestualità tipica che accompagna certe frasi sono un vero valore aggiunto alla comunicazione. Io adoro tutto questo.

Parlando di termini regionali, un personaggio nel libro chiama Alessandro un “frecamidolce.” Che cosa significa?

Il ‘frecamidolce’ è generalmente una persona persuasiva, che riesce a condurti dove voleva senza essere irruento, o invadente. Alla fine tu riesci a percepire che lo ha fatto, ma non ne sei dispiaciuto perché in fondo c’è stata eleganza e molto spesso ti ha indotto a riflettere su qualcosa che era nel tuo interesse. Credo che il corrispondente più vicino a questo concetto sia ‘diplomatico’. Il ‘frecamidolce’ però ha la dolcezza, in più, e ti lascia il sorriso sulle labbra anche quando comprendi dove voleva arrivare. Insomma, una vera bellezza dei rapporti umani racchiusa in una parola: potere del dialetto.

C’è una scena divertente nel capitolo intitolato “Customer Care” che si svolge tra Alessandro e un barista riluttante. Lei descrive lo scambio come uno di “customer sfatigation”. Ci può spiegare l’origine del termine “sfatigation” e perché ha scelto l’inglese?

È l’opposto della dizione ‘customer satisfaction’, molto più conosciuta ed utilizzata. Ma, come spesso accade, la svogliatezza, l’indolenza e talvolta la cattiva educazione spingono persone che svolgono mansioni a contatto con il pubblico ad essere scortesi. ‘Sfaticato’ è una accezione gergale che descrive una persona poco incline allo sforzo migliorativo, all’impegno. Allora io, in antitesi ai processi di ‘customer satisfaction’ che come noto mirano alla soddisfazione del cliente, ho delineato un avverso schema comportamentale che come risultato ha di far irritare chi si trova dall’altra parte del desk: ‘customer sfatigation’ rende bene l’idea, a mio avviso, della ‘svogliatezza’ al cliente, piuttosto che ‘attenzione’. A chiunque di noi sarà capitato almeno una volta di entrare in un negozio e di percepire che quasi stiamo dando fastidio. Se avvertiamo questa sensazione non vi sono dubbi: si tratta di ‘customer sfatigation’.

Nello stesso capitolo, affermate che Bari ha subito una “progressiva milanizzazione (a progressive Milanization)” rispetto alla vita quotidiana. Può spiegarci in che senso?

Milano è, nell’immaginario collettivo, il simbolo della efficienza e della accelerazione dei tempi. Bari una volta aveva la ‘controra’ che era assolutamente rispettata come un mantra. Telefonare a qualcuno verso le 14 in luglio, ad esempio, negli anni ’70 era una cosa molto rara. Oggi è tutto cambiato, ovviamente, e ‘milanizzare’ rende l’idea dell’efficientamento generalizzato. Però, sinceramente, io della ‘controra’ ho grande nostalgia. Era un riappropriarsi degli spazi cittadini da parte del silenzio, della quiete. Una pausa di riflessione.

Nel libro, una ricetta segreta e piuttosto insolita di Alessandro per un piatto chiamato “Spaghetti Paradiso” viene accidentalmente condivisa con i suoi amici e colleghi. Avete mai usato questa ricetta?

Beh, proprio così come descritta no. Ma in qualche modo come tutti noi l’ho vissuta sotto forme simili. Tutte le volte che ho recuperato un rapporto dopo una lite, magari, o un grande chiarimento. Ho voluto incarnare la possibilità di ristabilire armonia con qualcuno a cui si tiene molto, e che nella routine quotidiana si era un po’ allontanato per via di certi meccanismi che spesso creano muri inutili. Bisogna sforzarsi, ogni tanto, di notarli e ributtarli giù. Le relazioni importanti sono sempre il nostro patrimonio vero, e vanno curate: anche con una sana e travolgente ‘spaghettata’, se è il caso…

Alessandro è un personaggio eccezionale e una brava persona. I suoi fan possono sperare in ulteriori sue avventure?

I libri con protagonista Alessandro Flachi, da contratto, saranno altri due. L’eccezionalità, in lui, risiede nella sua profonda normalità e nella sua gioia di vivere. Una persona semplice, insomma, comune come tante bravissime persone che compongono la maggioranza di noi tutti esseri umani. Il suo essere imbranato, pasticcione e distratto, ma comunque volenteroso e mosso da buoni propositi hanno conquistato un po’ tutti. Anche l’Editore. E lo smart-thriller continuerà, almeno per altre due volte.

Nota: Se volete sapere di più su Nicky Persico e il suo lavoro, leggete il mio post su Spaghetti Paradiso. Questo è un libro da non perdersi!

Foto: La foto di sopra di Nicky Persico è stata scattata dal grande Jeffery Deaver.


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