Le lettere da Capri

Le_lettere_da_CapriMario Soldati (n. Torino, 1906; m. Tellaro, 1999) era sia romanziere che regista. Produsse più di trenta film, lavorando con attrici leggendarie come Sophia Loren e Gina Lollobrigida. Soldati raggiunse il successo letterario nel 1935 con America, Primo Amore (America, First Love), un libro basato sul diario che tenne tra il 1929 e il 1931, quando fu professore ospite presso la Columbia University. È forse più noto per Le lettere da Capri (Capri Letters), che gli vinse il Premio Strega, il premio letterario più importante d’Italia, nel 1954. Chi conosceva Soldati, però, avrebbe detto che era più famoso per la sua giacca in tweed e il suo sigaro Toscano.

In Le lettere da Capri, Harry, giornalista e studioso d’arte, narra la storia della sua relazione complicata con la moglie Jane, cattolica devota; con l’intento di proporla come sceneggiatura al suo amico regista romano, Mario. Harry spiega come lui e Jane si incontrarono durante la seconda guerra mondiale in Italia, e perché la sposò, nonostante una duratura relazione con una prostituta romana. Per quanto Harry non provi più passione per Jane, è convinto che lei sia profondamente innamorata di lui. Poi però emergono alcune lettere scioccanti, lettere che Jane scrisse ad un amante italiano dell’isola di Capri. Infine Harry, il regista e il lettore, vengono esposti alla versione di Jane, con conseguenze tragiche e sorprendenti.

Il linguaggio di Le lettere da Capri è quanto ci si aspetterebbe da un romanzo che ha sessant’anni: è alquanto datato. Tra i numerosi arcaismi italiani, sono presenti alcuni prestiti lessicali inglesi ormai caduti in disuso. Tuttavia è interessante notare che anche se il dialetto sta scomparendo in Italia, i termini dialettali di Le lettere da Capri sono ancora linguisticamente rilevanti. Un altro aspetto importante è l’uso occasionale di diminutivi per trasmettere romanticismo e donare fascino al contesto.

ARCAISMI
Isvizzera (Italiano contemporaneo, Svizzera; Ing. Switzerland)
La mandai in Isvizzera, nel Cantone del Vaud, a Sierre, paesello di mezza montagna che, a quella stagione, era l’ideale per Duccio.
(I sent her to Switzerland, to the Canton of Vaud, in Sierre, a little town halfway up a mountain, which, in that season, was ideal for Duccio.)

od (Italiano contemporaneo, o; Ing. or)
Mi mancava ormai di desiderio, al quale ero nato od abituato, ero vuoto, sgomento, piccino.
(By then I was lacking desire, to which I was born or accustomed, I was empty, dismayed, small.)

massaia (Italiano contemporaneo, casalinga; Ing. housewife)
Dorothea non era più una massaia mascherata da prostituta; era, invece, una prostituta mascherata da massaia.
(Dorothea was no longer a housewife masquerading as a prostitute; instead, she was a prostitute masquerading as a housewife.)

DIALETTO
scarcella (Ing. a sweet Easter bread with sprinkles) (Pugliese)
Dorothea stava impastando la farina per la scarcella, il pane rozzo e dolce che già altre volte aveva gustato e che essa faceva di tanto in tanto lungo l’anno, ma che per Pasqua, al suo paese era di rito.
(Dorothea was kneading the flower for the scarcella, the coarse and sweet bread that I had already tasted various times and that she made from time to time throughout the year, but that for Easter was customary in her hometown.)

pallonaro (Ital. bugiardo; Ing. liar) (Romanesco)
“Sei un gran pallonaro!” (che in romanesco significa contastorie, bugiardo).
(“You’re a big liar!” [which, in Romanesco, means storyteller, liar].)

PRESTITI
uno sleeping diretto (Ing. a direct sleeping [train] car)
L’indomani mattina, con uno sleeping diretto, partimmo per Parigi.
(The next morning, in a direct sleeping car, we departed for Paris.)

fotoreporters (Ing. press photographer)
Mi avvicinai a uno dei fotoreporters e lo pregai di non dare ciò che avesse scattato alla stampa.
(I approached one of the press photographers and begged him not to give what he had shot to the press.)

un rest camp (Ing. a rest camp)
Tacqui un istante, pensai, poi finsi di ricordarmi. “Ah sì, 1944. Durante la guerra?” “E come no? Capri era un rest camp. La signora era in uniforme, bellissima.”
(I fell silent for an instant, thought, then pretended to remember. “Oh yeah, 1944. During the war?” “Of course! Capri was a rest camp. Your wife was in uniform, very beautiful.”)

DIMINUTIVI
tavolini (Ing. small tables)
caffeuccio (Ing. little café)
orchestrina (Ing. small orchestra)
…dopo un cognac seduti ai tavolini di un caffeuccio o tenendoci per mano come due innamorati, mentre laggiù tra il verde e i lampioni suonava dolcemente un’orchestrina, e l’Italia era bella e santa…
(…after a cognac seated at the small tables of a little café or holding hands like two lovers, while down below among the green and the street lamps, a small orchestra was playing sweetly, and Italy was beautiful and holy…)

Osservazioni conclusive: Le lettere da Capri non è una storia d’amore, ma piuttosto di lussuria. Per Harry e Jane non esiste una via di mezzo tra l’affetto coniugale e la passione extraconiugale. E mentre per certi versi questi personaggi sembrano datatati quanto il linguaggio del testo, servono comunque come promemoria dei pericoli associati alla conformità verso le aspettative sociali, e all’idealizzazione dell’altro.


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