Il giorno della civetta

Il_giorno_della_civettaLeonardo Sciascia (nato a Racalmuto nel 1921 e morto a Palermo nel 1989,) è uno degli autori più importanti d’Italia. Romanziere, saggista, drammaturgo e uomo politico, Sciascia ha usato la sua scrittura per esporre la corruzione insita nella società italiana; in particolar modo la collusione tra il governo, la Chiesa e le organizzazioni criminali, come la mafia. Uno dei suoi romanzi più famosi, Il giorno della civetta (The Day of the Owl) (Einaudi, 1961) è stato scritto per contestare la teoria, allora prevalente, che la mafia non esisteva.

Ispirato dall’assassinio del 1947 del sindacalista comunista Accursio Miraglia, Il giorno della civetta ha inizio con l’omicidio di Salvatore Colasberna, un comunista e proprietario di una piccola impresa di costruzioni, che viene ucciso dopo aver rifiutato la “protezione” della mafia. Nonostante i numerosi testimoni, nessuno (nemmeno i fratelli della vittima), si fa avanti con le informazioni. Il capitano Bellodi, un settentrionale da Parma, si occupa dell’indagine e rifiuta il “delitto passionale (crime of passion)”, scusa tipicamente usata per coprire gli omicidi mafiosi. Traccia l’omicidio fino a Roma, ma scopre ben presto che i fatti non sono sufficienti a vincere contro le potenti forze che lavorano contro di lui, in Sicilia e oltre.

Il linguaggio di Il giorno della civetta è efficace quanto la storia ad approfondire la conoscenza della cultura siciliana. Anche se il romanzo è scritto principalmente in italiano standard, la presenza di dialetto siciliano e termini siciliani italianizzati, regala un gusto regionale al testo. In particolare, però, Sciascia ha ritenuto che l’italiano standard fosse più adatto ai suoi fini espressivi rispetto al dialetto, una convinzione che è in netto contrasto con quella del suo contemporaneo, Andrea Camilleri. Come risultato, il lavoro di Sciascia è caratterizzato da una progressiva de-regionalizzazione e standardizzazione del linguaggio, cosa che rende Il giorno della civetta più importante per scopi storici.

ITALIANO REGIONALE della SICILIA
ingiuria (letteralmente, insulto, ma inteso come soprannome, l’equivalente dell’inglese nickname)
“Soprannome,” disse il maresciallo, “qui quasi tutti hanno soprannomi: e alcuni così offensivi che sono proprio ingiurie.”
(“Nickname,” the marshal said, “here almost everyone has a nickname: and some are so offensive that they’re really insults.”)

lupara (Ital. fucile; Ing. shotgun)
Sì, alle sei e trenta; dall’angolo di via Cavour, due colpi a lupara, forse da un calibro dodici, forse una schiopetta a canne segate…
(Yes, at six thirty; from the corner of Via Cavour, two shotgun blasts, maybe from a twelve gauge, maybe with a sawn-off double barrel…)

chiarchiaro (Ital. zona pietrosa; Ing. rocky zone)
E se nel chiarchiaro si trovasse anche il corpo del Nicolosi?
(And if in the rocky zone we were to also find the body of Nicolosi?)

DIALETTO SICILIANO
PAROLE
lu chiuppu (Ital. il pioppo; Ing. the poplar tree)
Ho conosciuto uno soprannominato lu chiuppu, cioè il pioppo, per la statura e per una specie di tremito che lo muove…
(I met a guy nicknamed lu chiuppu, that is, the poplar tree, for his height and for a kind of tremor that moves him…)

Bargieddu (Ital. Bargello; Eng. Chief of Police)
Il vecchio disse che forse il nome giusto era Barricieddu, o forse Bargieddu: ma in ogni caso significava malvagità, la malvagità di uno che commanda; ché un tempo i Barruggieddi o Bargieddi comandavano i paesi e mandavano gente alla forca, per piacere malvagio.
(The old man said that maybe the right name was Barricieddu, or maybe Bargieddu: but in any case it meant evil, the evil of one who commands; because the Barruggieddi or Bargieddi once controlled the towns and sent people to the gallows, for wicked pleasure.)

DETTI
Cu si mitti cu li sbirri, ci appizza lu vinu e li sicarri. (Siciliano)
Chi si mette con gli sbirri, ci rimette il vino ed i sigari. (Italiano)
He who associates with cops loses wine and cigars. (Inglese)

E lu cuccu disse a li cuccuotti, a li chiarchiaru nni vidiemmu tutti. (Siciliano)
Ed il cucù disse ai cucuotti, al chiarchiaro ci incontreremo tutti. (Italiano)
And the cuckoo said to the baby cuckoos, we’ll see everyone in the rocky zone. (Inglese)

Due anni dopo la pubblicazione di Il giorno della civetta, il parlamento italiano aprì un’inchiesta sulla questione della mafia. La tempistica di questa indagine fu intrigante, così come l’ammissione di Sciascia di aver trascorso un anno ad eliminare personaggi ed eventi dalla prima bozza, in conformità con i dettami della legge italiana. Come spiega in un’edizione successiva del romanzo, “non l’ho scritto con quella piena libertà di cui uno scrittore…dovrebbe sempre godere (I didn’t write it with the complete freedom that a writer…should always enjoy).” Non possiamo che domandarci quale fosse la vera natura del testo originale, e quale impatto avrebbe potuto avere.

Nota: I fan di Il giorno della civetta non dovrebbero perdersi il film del 1968 di Damiano Damiani, con Franco Nero, Lee J. Cobb, Nehemiah Persoff, Tano Cimarosa e la splendida Claudia Cardinale.

 


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