Festa di piazza

Festa_di_piazzaGian Mauro Costa (n. 1952, Palermo) è un autore e giornalista. Scrisse per “L’Ora”, il quotidiano siciliano, finché cessò di pubblicare nel 1992. Dopodiché iniziò a lavorare per la RAI. Costa pubblicò il suo primo mistero, Yesterday, con Sellerio nel 2001. E dopo un’assenza durata nove anni è rientrato nel mondo letterario con Il libro di legno (Sellerio, 2010), che fu tra i finalisti per il prestigioso Premio Giorgio Scerbanenco. Il protagonista del romanzo, come nei lavori successivi di Costa, è Enzo Baiamonte, un radiotecnico e investigatore privato residente a Palermo.

In Festa di piazza (Sellerio, 2012), Enzo Baiamonte decide di chiudere la sua attività commerciale. Rosa, la sua fidanzata sarta di professione, lo convince a ottenere finalmente la licenza da investigatore privato di cui parla da tempo. Intanto Enzo accetta di occuparsi dell’illuminazione per la festa della Madonna Addolorata, e durante l’evento origlia una strana conversazione riguardante un boss mafioso che sta progettando di cantare alla festa. Mentre lavora sul cablaggio, Enzo comincia a tessere una tela di eventi apparentemente non correlati, tra cui un camion distrutto, una rapina andata male, furti fatti alle tombe di un cimitero locale e, la cosa più preoccupante, il ritorno di persone che avrebbero dovuto essere morte…

Il linguaggio di Festa di piazza è meglio descritto come un incrocio tra i linguaggi usati da Andrea Camilleri e Santo Piazzese. Più precisamente si tratta di italiano regionale, in questo caso della Sicilia e specificamente di Palermo, con una forte base neostandard.

SICILIANO
Costa incorpora una quantità considerevole di termini e modi di dire autentici siciliani.

PAROLA
’u casciamortaru (Ital. il becchino; Ing. the gravedigger)
In tutte ’ste pellicule c’era sempre ’u casciamortaru che faceva affari d’oro a seguire il pistolero.
(In all these films there was always the gravedigger who had the golden opportunity to follow the gunslinger.)

MODO DI DIRE
Agneddu e sucu e finìu ’u vattiu (siciliano)
Agnello e sugo ed è finito il battesimo (italiano)
Lamb and sauce and the baptism is over (inglese)

ITALIANO SICILIANO
Italiano regionale o, in questo caso, l’italiano siciliano, si tratta di un italiano che è stato influenzato in qualche modo dal dialetto.

CIBO
sparacelli (Ital. broccoli selvatici; Ing. wild broccoli)
Si erano mangiati zitti zitti la pasta con gli sparacelli, che era uno dei piatti preferiti di Enzo.
(They had eaten as quiet as mice the pasta with wild broccoli, which was one of Enzo’s favorite dishes.)

FRASE
Ma a chi appartiene? (Ing. Who do you belong to?)
“Ma a chi appartiene?” chiese Enzo, benedicendo l’utilità di quell’espressione tutta palermitana che consentiva di catalogare ogni persona secondo un criterio di appartenenza familiare, di clan o di altro.
(“Who do you belong to?” Enzo asked, blessing the utility of that wholly Palermitan expression that allowed for the cataloguing of every individual according to a criterion of familial, clan or other belonging.)

ITALIANIZZAZIONE
In questo caso Costa italianizza una parola inglese, nonostante ci sia già un equivalente italiano.

appillola (Ital. appello; Ing. appeal)
Anche se, da quando non si chiamava più serie C1 e C2, non aveva più lo stesso appeal, anzi appillola come diceva Lo Cascio, parola inglese imparata, insieme a un mucchietto di altre, grazie alle pagine regionali della “Gazzetta dello Sport.”
(Even though, since it was no longer called series C1 and C2, it didn’t have the same appeal, or appillola as Lo Cascio would say, an English word learned together with a pile of others, thanks to the regional pages of the “Gazzetta dello Sport.”)

PRESTITO
Per quanto l’italiano prenda spesso in prestito parole inglesi, questi termini diventano sintatticamente diversi, o assumono nuove forme nel contesto italiano.

double face (Ing. double-faced)
Li conosceva, ma solo perché era inevitabile per una persona che abitasse in un quartiere come quello della Zisa, non popolare al cento per cento, ma con l’anima double face, tra veracità antica e fremiti modernisti.
(She knew them, but only because it was inevitable for a person who lived in a neighborhood like that of Zisa, not one hundred percent working class, but with a double-faced soul, between ancient veracity and modernist impulses.)

cellofanato (Ing. cellophaned, i.e. wrapped in cellophane)
Solo un’area centrale appariva più pulita: là dove si trovava il materiale cellofanato che adesso era stato trascinato via insieme a qualche chilo di acari.
(Just a central area seemed cleaner: there where the cellophaned material was located that had now been dragged away together with a few kilos of dust mites.)

APPROSSIMAZIONI
Uno degli aspetti più divertenti dell’italiano è l’usanza di scrivere parole inglesi seguendo l’ortografia e la fonologia della lingua italiana.

uestern (Ing. westerns)
“Già, il cinema. Una fissazione, aveva. Gli venne ‘sta mania, dicono, con i uestern, quelli che piacciono tanto a Enzuccio,” fece Lo Cascio, che sapeva, da buon amico, come irritare Baiamonte.
(Yeah, the movies. He had a fixation. He had this mania, they say, for westerns, the ones that little Enzo likes so much,” went Lo Cascio, who knew, like a good friend, how to irritate Baiamonte.)

Scerlokkòms (Ing. Sherlock Holmes)
Però, se tu mi dici che di testa non ci sta, non è che ci voglia poi Scerlokkòms…
(But, if you’re telling me that he’s not all there in the head, it’s not like it’ll take Sherlock Holmes…)

COLLOQUIALISMI
Le espressioni comuni sono sempre un ritratto interessante di in una cultura, a prescindere dal fatto che si condivida o meno il sentimento che esprimono. Per inciso questa espressione deriva da un evento settecentesco patrocinato dall’Ambasciata portoghese al Teatro Argentina a Roma. Curiosamente, gli scrocconi non furono i portoghesi perché lo spettacolo era a loro disposizione; lo furono invece i romani, che finsero di essere portoghesi in modo da poter vedere gratuitamente lo spettacolo.

come un portoghese allo stadio (Ing. letterale, like a Portuguese person at a stadium, riferito ad una persona che accede ad un evento, in questo caso ad una partita di calcio, senza pagare)
“Ah, ma di che parlate, della festa della Madonnuzza?” si fece largo Ignazino come un portoghese allo stadio.
(“Oh, what are you all taking about, the festival of the Madonnuzza?” Ignazino barged in [to the conversation], like a Portuguese person at a stadium.)


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